2- Palestina Reportage dalla Cisgiordania di Giuliana Andreatti Viaggio di conoscenza e solidarietà in Palestina, 11-21 settembre 2025 Una vivida panoramica di un viaggio in Palestina, organizzato dall'associazione Assopace Palestina guidata da Luisa Morgantini, con l'intento di sensibilizzare sulla situazione del popolo palestinese. Il resoconto illustra in modo dettagliato la crescente violenza e le espropriazioni territoriali perpetrate dai coloni e dall'esercito israeliano in Cisgiordania, finalizzate a una pulizia etnica e all'espulsione dei palestinesi. Il boicottaggio come strumento di contrasto non violento Bloccare l'economia dello sterminio Il potere del boicottaggio economico e relazionale, un'arma pacifica potente in mano ai cittadini. Il testo fornisce un'analisi del boicottaggio come strumento di resistenza non violenta, partendo dalla sua origine storica nel 1880. Oggi con l'aiuto del boicottaggio si può trasformare l'indignazione etica in una leva concreta per forzare un cambiamento di rotta nel conflitto israelo-palestinese. Anche in Consiglio Comunale Anna Zonari ha presentato un Ordine del giorno presentato l'8 ottobre 2025 Per la pace in Palestina e la fine dell'economia del genocidio . Altri articoli sul tema Gaza: un'immensa Guernica Il testo paragona l'attuale situazione a Gaza con il bombardamento di Guernica nel 1937, definendola un simbolo universale di violenza contro i civili. L'inerzia politica, unita a ipotetici progetti di resort di lusso per Gaza, evidenziano la distanza tra la tragedia e l'opportunismo. La storia chiederà conto non solo delle azioni ma anche dei silenzi mantenuti. Alziamo la voce per affermare che la vita umana non può essere materia di calcolo o convenienza. Afghanistan, Ucraina, Italia inseguono per ricostruire. La vera evoluzione risiede nella rigenerazione senza distruzione . Il testo riflette criticamente sulla tendenza umana a preferire la distruzione per poi ricostruire, contrapponendo questo ciclo dispendioso al naturale riequilibrio degli ecosistemi. Le guerre danno vantaggi a breve termine ignorando i danni strutturali e normalizzando la violenza come strumento politico. Riconoscere la Palestina non cambia niente Da Internazionale di Alaa Salama. Riconoscere l'apartheid israeliano: la vera soluzione. Il testo è un saggio fortemente critico che condanna l'attuale spinta internazionale a riconoscere uno stato palestinese come un "teatro politico" e un alibi per l'inerzia, sostenendo che tale approccio è inadeguato e distoglie l'attenzione dalla realtà dell'apartheid israeliano. Si chiede un impegno da parte del Comune di Ferrara, per quello che è in suo potere, di boicottare ogni transazione economica a favore dello Stato di Israele. 3- Contributi e dibattito interno Durante l'estate La Comune non è andata in vacanza. Il blog del " Voci dalla città " si è arricchito di stimolanti articoli che approfondiscono alcune tematiche politiche, sociali, ambientali che riguardano il governo della nostra città e che a volte riverberano temi di rilevanza generale. Ecco una breve rassegna degli articoli pubblicati con un abstract e suddivisi per area tematica. Frammentazione e coesione sociale nella città Mercato Coperto, luogo comune La prevista trasformazione del Mercato Coperto di Santo Stefano, un luogo che un tempo rappresentava un punto di riferimento di fiducia e partecipazione per la comunità, oggi abbandonato anche a causa dell'avanzare della grande distribuzione, è l'occasione per riflettere sull'opportunità di trasformare questo contenitore in un luogo di condivisione e di rigenerazione umana, una piazza coperta per la cittadinanza, culla di relazioni umane. Caro collega cittadino, ti odio Riflessioni sulla collettività smarrita in questa nostra epoca totalmente iperconnessa ma di crescente solitudine dove i legami reali si sfaldano. I grandi eventi e una politica autoritaria generano frammentazione sociale che trasforma le città in scenari di conflitto piuttosto che di incontro. Occorre recuperare il dialogo, la mediazione e la partecipazione per ricostruire un senso di vera comunità, trasformando gli eventi in opportunità di legame anziché di divisione. Processi partecipativi e metodi decisionali Si fa presto a parlare di partecipazione E' un appello alla partecipazione autentica attraverso l'esame critico di un processo di co-programmazione avviato dal comune di Ferrara nel luglio 2025, rivolto agli enti del terzo settore nell'ambito dei piani di zona. Nonostante la legislazione italiana promuova la collaborazione tra pubblico e privato sociale per affrontare i bisogni di persone vulnerabili in questo caso a Ferrara lo spirito di partecipazione è stato tradito. Chi decide qui? Sociocrazia 3.0:decisioni collaborative ed empatia nei gruppi. L’articolo si occupa delle dinamiche decisionali all'interno dei gruppi sociali, dai contesti familiari a quelli politici. Viene evidenziata la frequenza dei conflitti e dei ruoli stereotipati, ponendo l'accento sulla necessità di metodi innovativi per la presa di decisione, superando il classico voto a maggioranza. La Sociocrazia 3.0 viene presentata come una tecnologia di gestione che ridefinisce il concetto di obiezione, trasformandola in un contributo costruttivo anziché in una mera opposizione. L'obiettivo è superare le logiche di potere tradizionali per ricercare il senso comune e migliorare la qualità delle decisioni. Il fallimento della democrazia partecipativa Le ragioni del fallimento sono da rintracciare nell’avvento dell'audience democracy e della post-verità. Il concetto di democrazia partecipativa è emerso in risposta alla crisi delle democrazie rappresentative, ma è ostacolato dall'attuale controllo delle comunicazioni da parte di chi detiene il potere politico. La democrazia partecipativa potrebbe avere successo solo se i governanti dimostrassero una reale disponibilità all'ascolto e se la cosiddetta cittadinanza attiva non fosse scollegata dalla cittadinanza inattiva. Il welfare di comunità si fa con un’amministrazione condivisa La crescente complessità sociale e la difficoltà in cui versa il welfare pubblico impongono con urgenza un ripensamento delle politiche sociali sia in Italia che a Ferrara. Occorre integrare il Terzo Settore attuando pratiche di co-programmazione all’interno di un quadro di amministrazione condivisa, evidenziando che l'essenza di questo approccio risiede nella capacità della comunità di prendersi cura di sé stessa. Infine, l'articolo invita a una rivoluzione culturale che vada oltre i tecnicismi legali, promuovendo il dialogo e l'integrazione di tutti gli attori sociali, inclusi enti pubblici e il settore "profit," per costruire una comunità più inclusiva. Sviluppo economico Alcune considerazioni su fisco e evasione fiscale. Tra promesse (non mantenute) e la riforma che non c’è Riformare il sistema fiscale italiano: equità, evasione e proposte. Viene analizzato in modo critico il sistema fiscale italiano, evidenziando la sua complessità, inefficacia e profonda ingiustizia. Si avanzano anche proposte e riforme concrete per un sistema più equo, inclusa la revisione dell'IRPEF, una maggiore tassazione di rendite e grandi patrimoni, la riforma del catasto e un contrasto più efficace all'evasione attraverso l'investimento in tecnologia e la cooperazione internazionale, oltre a misure di semplificazione e sostegno alle fasce più deboli. Sviluppo economico, lavoro e qualità della vita L’economia di Ferrara: sfide e percorsi verso un benessere sostenibile sulla base di dati economici del 2024. Vengono evidenziati sia i punti di forza che le criticità. Il calo della disoccupazione da un lato ma anche l'alta precarietà del lavoro, la modesta crescita del Valore Aggiunto provinciale e l'andamento negativo dell'export, posizionando Ferrara tra le province con gli indicatori economici peggiori della regione. Viene sottolineata la necessità di un approccio integrato per rilanciare lo sviluppo, investendo su agricoltura, polo chimico, manifattura, cultura e turismo, e migliorando le infrastrutture, con un focus sul trasporto ferroviario multimodale e sul progetto della Zona Logistica Semplificata. Infine, propone di integrare gli indicatori economici tradizionali con quelli del Benessere Equo e Sostenibile (BES) per una valutazione più completa della qualità della vita. Salute Visto da vicino nessuno è normale. La follia nel DDL 1179, Disposizioni in materia di tutela della salute mentale Viene contestata la premessa stessa del disegno di legge che cerca di "ridurre il divario" tra persone con disturbi mentali e persone "sane,": questa distinzione è obsoleta e stigmatizzante. La proposta di legge sembra focalizzarsi più sulla pericolosità percepita delle persone con disagio mentale e sulla loro segregazione, piuttosto che sul loro benessere o sul supporto sociale. Si auspica la promozione di un approccio alla salute mentale che valorizzi la collaborazione del paziente e l'integrazione sociale, basato su fattori biologici, psicologici e sociali interconnessi. Demografia Popolazione, una parola dai confini labili Si parla di demografia come strumento importante per l’analisi delle dinamiche sociali e si esplicita come dal punto di vista del demografo la popolazione abbia un significato mutevole. L'articolo attraverso una discussione con lo storico Fabrice Cahen, ricercatore all'INED, esamina come la quantificazione della popolazione sia diventata cruciale sia in scienza che in politica, evidenziando l'ambivalenza sociale verso i dati, specialmente durante la pandemia di Covid-19, dove la fiducia nei numeri conviveva con lo scetticismo e la strumentalizzazione. Dopo vari passaggi la discussione infine affronta l'evoluzione degli studi demografici, l'importanza di una metodologia trasparente per gli scienziati, e il crescente riconoscimento del ruolo delle donne nelle dinamiche demografiche. Città parco o città merce? La città più vivibile e la mobilità sostenibile. Quella cosa chiamata città. Ferrara città parco o città merce? Da Vasco Rossi al Central Bosc Si esamina criticamente la gestione della città di Ferrara, focalizzandosi sulla tensione tra l'ideale di una "città-parco" e la realtà di una "città-merce". Si critica la mancanza di una visione d'insieme per il verde urbano, esemplificata da interventi isolati e dalla programmazione di grandi eventi che compromettono gli spazi naturali esistenti, come i concerti nel parco urbano. Viene evidenziato il degrado delle infrastrutture, la gestione inefficace dei rifiuti e la mancanza di manutenzione del verde. Vige una logica estrattiva, che privilegia interessi economici specifici a scapito del benessere collettivo e del patrimonio ambientale, escludendo i cittadini dalle scelte fondamentali. Città “mordiefuggi”: è questo il destino di Ferrara? Viene proposto un ritratto alternativo che si oppone alla visione di Ferrara come "luna park" per turisti e studenti, proponendo invece l'immaginazione di una città della cura e dei diritti. Viene criticato l'impatto negativo di mega concerti, la gentrificazione e la studentificazione sugli spazi urbani e sulla qualità della vita dei residenti. Si mette in discussione l'appropriazione di aree storiche per eventi commerciali e l'espansione di un modello consumistico che altera l'identità della città. Si conclude con un invito a riflettere su un modello politico diverso per riconnettere i movimenti di protesta e promuovere un'alternativa basata sulla produzione creativa e collettiva. Le vespe, le api e la mobilità alternativa L’articolo invita a vincere la paura del futuro attraverso metafore sociali e psicologiche che si rifanno al mondo degli insetti. Le vespe sono descritte come aggressive e territoriali, mentre le api sono organizzate e laboriose, simboleggiando diverse risposte all'ambiente. Vengono estese queste osservazioni alla mobilità alternativa, analizzando le ragioni della resistenza umana al cambiamento, come la paura dell'ignoto e la perdita di status. Infine, l’articolo propone modi per superare tali timori attraverso l'educazione e infrastrutture migliori, suggerendo che abbracciare la mobilità sostenibile può trasformare la società da un modello "vespa" a uno più "ape", ovvero più organizzato e partecipativo. Sviluppo economico: il business dello spettacolo/intrattenimento può far rinascere Ferrara? L’articolo esamina criticamente la strategia del comune di Ferrara di puntare su grandi eventi di spettacolo e intrattenimento per stimolare la rinascita socio-economica della città. Il declino economico di Ferrara dal 2000, con una diminuzione del potere d'acquisto e un calo di popolazione e imprese sono le conseguenze evidenti del fallimento di questa strategia. Si evidenzia la necessità di una pianificazione strategica più rigorosa per gli eventi pubblici, considerando i rischi e la potenziale mancanza di un congruo beneficio pubblico, soprattutto in assenza di diversificazione economica. Infine l'articolo suggerisce che l'eccessiva dipendenza dal turismo, in particolare quello "rock", possa rendere la città più vulnerabile e meno resiliente di fronte a crisi esterne. A Pontelagoscuro c'era un segno di guardia Il testo esplora il complesso e spesso trascurato rapporto tra la città di Ferrara e il fiume Po, evidenziando come quest'ultimo sia un elemento invisibile e talvolta ostile, piuttosto che una risorsa celebrata. L'autore riflette sulle "terre di mezzo", l'area tra le mura cittadine e il fiume, percepite come un paesaggio ricco di potenziale storico e naturale ma privo di un forte senso di appartenenza. Viene proposta l'idea di ri-dare vita a queste aree attraverso percorsi lenti, narrazioni culturali e mappature di comunità. Si sottolinea l'importanza di un cambio di prospettiva, guardando alle periferie non come semplici spazi di passaggio, ma come motori di cultura e identità per una rigenerazione urbana e umana. La regola 3-30-300 per città più verdi e più vivibili Qui si parla della regola 3-30-300 per migliorare la vivibilità e il verde urbano nelle città, in risposta all'emergenza climatica e ai microclimi torridi. Questa regola, introdotta da Cecil Konijnendijk, suggerisce che ogni cittadino dovrebbe vedere 3 alberi dalla propria abitazione, avere il 30% di copertura arborea nel proprio quartiere e trovarsi a non più di 300 metri da uno spazio verde. Vengono presentati i risultati dell'applicazione di questa metodologia a Ferrara, evidenziando le aree che necessitano di interventi prioritari per aumentare il benessere dei residenti. L'analisi di Ferrara combina indicatori di visibilità, copertura arborea e prossimità a spazi verdi per creare una mappa composita che identifica le zone più critiche. Ambiente e Cambiamento climatico Dove comincia il mare L’articolo riflette sulla complessa relazione tra terra e acqua, sottolineando come l'equilibrio di questo ecosistema sia fondamentale e come sia minacciato da fattori come l'erosione costiera, la subsidenza del suolo e l'infiltrazione del cuneo salino. Viene proposto un cambiamento di paradigma culturale che consideri il mare non solo dalla costa, ma dalle sue sorgenti montane, enfatizzando la responsabilità collettiva per la sua salvaguardia. L'articolo conclude con l'appello a sviluppare una mentalità virtuosa che colleghi montagna e mare in una filiera di pratiche sostenibili, superando i confini amministrativi. Ferrara sempre più calda: lo dicono 40 anni di dati Il testo analizza quarant'anni di dati climatici (1986-2025) per la città di Ferrara, focalizzandosi sul mese di giugno. I risultati indicano un significativo aumento delle temperature medie, sia diurne che notturne, con le massime cresciute di oltre 6 gradi e le minime di circa 5 gradi. Viene inoltre evidenziato un incremento delle notti tropicali, dove la temperatura non scende sotto i 20°C, rendendo il giugno ferrarese "più bollente" rispetto al passato. L'articolo conclude incoraggiando tutti a diventare citizen scientists per comprendere meglio il cambiamento climatico locale e contrastare la disinformazione. Piante nei centri storici, il rischio di un grottesco greenwashing L’articolo esamina criticamente la tendenza a promuovere la piantumazione di alberi nelle città come soluzione ai cambiamenti climatici, evidenziando il rischio di "greenwashing". Si sostiene che questa retorica del verde spesso serva a scopi economici e immobiliari. Il testo mette in guardia contro la gentrificazione che può derivare dalla riqualificazione urbana tramite il verde e contesta l'idea di inserire alberi in vasi in piazze storiche, considerandola una semplificazione grottesca. Propone invece un approccio più ponderato, suggerendo la forestazione in spazi dissonanti e la creazione di reti verdi che rispettino il patrimonio storico e richiedano una gestione esperta. L’ineluttabilità del cambiamento climatico e del neoliberismo economico Il testo esplora criticamente l'idea che la piantumazione di alberi sia una soluzione sufficiente ai cambiamenti climatici, etichettandola spesso come greenwashing. Sottolinea come questo approccio ignori le responsabilità politiche ed economiche radicate nel neoliberismo occidentale e nel capitalismo, che hanno imposto modelli di sviluppo insostenibili. Viene proposta una visione che riconosca la complessità sistemica e consideri alternative come il "buen vivir" delle culture indigene, anziché affidarsi a palliativi che perpetuano un sistema predatorio e autoritario. 4- Prossimi appuntamenti, impegni e iniziative future In Consiglio e fuori dal Consiglio porteremo avanti le istanze su urbanistica, ambiente, inclusione, mobilità, sicurezza, gestione dei beni comuni, sviluppo economico, ecc… per cui ci siamo attivati e mobilitati quest’anno. 5- Rassegna dell’attività in Consiglio Comunale di Anna Zonari dal 1 settembre all’8 ottobre 2025 7 sono stati gli atti presentati in Consiglio Comunale da Anna Zonari per La Comune di Ferrara alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva in un mese e dieci giorni. Alcuni hanno riguardato verifiche e sollecitazioni in merito ad impegni già presi dal Consiglio come l’attuazione della mozione “Due Popoli, Due Stati” approvata dal Consiglio Comunale in data 15 aprile 2025 che chiedeva il riconoscimento da parte del Comune dello Stato di Palestina oppure sullo stato dell’arte in merito alla procedura per l'azione giudiziaria riguardante l'area verde Via Mozzoni/Via Serao Altri hanno interpretato istanze avanzate da cittadini o questioni importanti per il buon funzionamento dei servizi comunali. Eccoli nel dettaglio Interpellanza sulle modalità e sui risultati della procedura di co-programmazione dei Piani di Zona 2025 La procedura adottata dal Comune, avviata a luglio 2025, è stata ridotta a una mera raccolta di schede progettuali, con tempi estremamente ridotti e un unico incontro online di poche ore, non rispettando lo spirito di partecipazione e analisi condivisa dei bisogni previsto dalla legge. Vengono sollevate critiche sulla mancanza di trasparenza negli esiti, comunicati senza motivazioni o criteri di valutazione. Sullo stato di attuazione del progetto di sicurezza urbana “Controllo di Vicinato” nel Comune di Ferrara Si chiede di specificare nel dettaglio quali strumenti siano stati messi in campo per dare le gambe a questo importante strumento di contrasto alla microcriminalità e di tutela della sicurezza dei cittadini. Sugli asili nido: quale gestione dei posti, delle strutture e del personale? Si chiede chiarezza e trasparenza sugli intenti dell’Amministrazione in merito alla gestione dei servizi per la prima infanzia 0-3 anni soprattutto in relazione all’ipotesi di esternalizzazione completa dei servizio. Sulla qualità dei lavori di sistemazione della pavimentazione in porfido della rotatoria di Piazzale San Giovanni Da ultimo, ma non per importanza, l’Ordine del giorno presentato l’8 ottobre 2025 Per la pace in Palestina e la fine dell’economia del genocidio. Si chiede un impegno da parte del Comune di Ferrara, per quello che è in suo potere, di boicottare ogni transazione economica a favore dello Stato di Israele. |