Accertamenti TARI, La Comune di Ferrara presenta un’interrogazione: “Prima di sanzionare, si dia ai cittadini la possibilità di regolarizzarsi”
Negli ultimi mesi diversi cittadini ferraresi stanno ricevendo avvisi di accertamento TARI, spesso accompagnati da sanzioni e interessi, legati a differenze tra la superficie dichiarata anni fa e quella oggi risultante dai dati catastali.
Su questo tema La Comune di Ferrara ha presentato un’interrogazione.
Molte abitazioni sono state denunciate ai fini TARI molti anni fa, spesso negli anni ’90 o anche prima. In molti casi le dichiarazioni venivano compilate manualmente e il riferimento catastale non era espresso in metri quadrati come oggi, ma in vani.
Oggi, con il confronto tra banche dati e superfici catastali aggiornate, stanno emergendo situazioni di disallineamento che portano all’emissione di accertamenti retroattivi.
Il problema non è il principio di aggiornare i dati, ma il metodo.
Perché numerosi cittadini raccontano di essersi visti recapitare direttamente un accertamento con sanzioni, senza aver ricevuto prima alcuna comunicazione preventiva o invito a verificare e regolarizzare la propria posizione.
In molti casi sarebbe bastato un avviso:
“dai nostri dati risulta una differenza di superficie, la invitiamo a verificare ed eventualmente regolarizzare la posizione entro un termine stabilito”.
Molti avrebbero provveduto spontaneamente.
Per questo La Comune di Ferrara chiede all’Amministrazione di fare chiarezza su alcuni punti:
- quanti accertamenti sono stati emessi nel 2025 e nel 2026;
- quanti cittadini sono stati coinvolti;
- se riguardino soprattutto vecchie posizioni dichiarative storiche;
- se prima delle sanzioni siano stati inviati avvisi bonari o comunicazioni preventive;
- e se il Comune intenda valutare una fase di regolarizzazione spontanea, almeno nei casi di semplici disallineamenti storici.
L’obiettivo non è mettere in discussione i controlli né il pagamento dovuto.
L’obiettivo è chiedere equità, proporzionalità e buon senso amministrativo.
Quando si interviene su posizioni dichiarative nate decenni fa, spesso in contesti molto diversi da quelli attuali, è ragionevole mettere i cittadini nelle condizioni di capire, verificare e, se necessario, regolarizzarsi prima di trovarsi direttamente davanti a sanzioni e interessi.