Casa, il Comune ha immobili inutilizzati che potrebbero rispondere all’emergenza? La Comune di Ferrara presenta un’interrogazione
Il caso del Grattacielo ha reso evidente quanto il Comune di Ferrara sia esposto, sul piano della risposta pubblica, alle situazioni di emergenza abitativa.
Ma il problema è più ampio: la crisi della casa non riguarda più solo le fasce più fragili della popolazione.
Affitti in crescita, mutui sempre più pesanti, un’offerta di edilizia pubblica che non riesce a stare dietro alla domanda: sono dinamiche strutturali, che interessano famiglie normali, giovani, anziani soli, e che non accennano a invertirsi.
Da questo quadro nasce l’interrogazione che il gruppo consiliare La Comune di Ferrara ha presentato al Sindaco e alla Giunta, con una domanda di fondo: il Comune di Ferrara sa cosa ha in casa propria?
Il patrimonio che non si vede
Il gruppo consiliare ha analizzato l’Elenco Fabbricati al 31 maggio 2024, pubblicato dal Comune nella sezione Amministrazione Trasparente.
Dall’analisi emerge che il patrimonio immobiliare comunale classificato come “disponibile”, cioè non vincolato a funzioni pubbliche in corso, include 22 unità con categoria catastale abitativa. A queste si aggiungono numerosi edifici dismessi: ex scuole elementari e materne, ex strutture socio-sanitarie, ex centri civici, distribuiti in città e nelle frazioni.
La legge prevede esplicitamente che immobili pubblici con destinazione originaria non residenziale possano essere recuperati e riconvertiti per finalità abitative e sociali. Lo stabilisce il Decreto sul Piano Casa del 2014, la legge urbanistica della Regione Emilia-Romagna e una norma del 2008 che obbliga i Comuni a ricognire il proprio patrimonio valutandone le possibilità di valorizzazione anche a fini sociali.
La domanda che manca
Tra gli atti pubblici disponibili non abbiamo trovato alcuno studio, valutazione o documento che dia conto di un esame sistematico di questi immobili, nell’ottica del loro possibile utilizzo abitativo o sociale. Non è possibile escludere che tale valutazione sia stata condotta internamente, ma se così fosse i suoi esiti non sono stati resi pubblici né portati all’attenzione del Consiglio comunale.
Nel frattempo, alcuni di questi immobili sono stati inseriti nel Piano delle Alienazioni 2026-2028, con previsione di vendita per un valore complessivo di diversi milioni di euro. Vendere patrimonio pubblico può essere una scelta legittima; ma dovrebbe essere una scelta consapevole, presa dopo aver verificato che quegli immobili non potevano rispondere a un bisogno sociale.
Le richieste
Con l’interrogazione, La Comune di Ferrara chiede al Sindaco e alla Giunta di rendere conto dello stato d’uso effettivo degli immobili disponibili, chiarendo se e in quale forma sia stata condotta una valutazione del loro potenziale utilizzo sociale prima di procedere alle alienazioni previste.