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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Intervento in Consiglio Comunale Vasco Rossi Tour 2026

Intervento Istruttoria 159 del 24 11 2025 –
la PROPOSTA N. 159-2025 VARIAZIONI AL BILANCIO DI PREVISIONE 2025-2027. MODIFICHE AL PIANO DELLE ALIENAZIONI E VALORIZZAZIONI IMMOBILIARI 2025-2027 E AL PROGRAMMA DEGLI ACQUISTI DI BENI E SERVIZI 2025-2027. APPLICAZIONE DI PARTE DELL’AVANZO DI AMMINISTRAZIONE 2024;

Come gruppo riteniamo importante evidenziare alcune criticità, che riguardano l’allocazione delle risorse e le scelte strategiche che l’Amministrazione compie con questo atto.
Diverse variazioni al bilancio avrebbero dovuto essere chiarite meglio in commissione, a partire:
– dall’eccessivo aumento previsto delle spese di riscaldamento, come giustamente richiesto dal consigliere Buriani (parliamo di € 700.000 in più) e sulla conseguente efficienza o inefficienza energetica degli edifici pubblici, aumento non giustificato da un incremento delle temperature o dal costo dell’energia rispetto all’anno precedente;
– Ma è sui nuovi fondi per il Teatro Comunale per i grandi eventi che si concentra in maniera particolare il mio intervento.
1,2 milioni destinati come anticipo sul 2026 ad un solo grande evento (i due concerti di Vasco Rossi) rappresentano quasi la metà dell’intero avanzo libero disponibile dell’ente, che ammonta a poco più di 3,1 milioni di euro.
Con una scelta di questo tipo, metà delle risorse non vincolate del Comune vengono assorbite da una sola operazione, l’organizzazione di grandi eventi attraverso la Fondazione Teatro Comunale, rinunciando di fatto alla possibilità di impiegarle in altri ambiti fondamentali per la città: ad esempio per il welfare, o per i servizi educativi (gli appalti educativi vedono un taglio di oltre 300.000 euro) o per l’emergenza abitativa (penso al recupero alloggi sfitti di ACER).

Oltre all’utilizzo di metà dell’intero avanzo libero come anticipo per un solo grande evento, evidenziamo un altro punto rispetto alla gestione di grandi eventi in capo alla Fondazione Teatro Comunale.
La nostra osservazione non riguarda la legittimità statutaria, perché lo Statuto della Fondazione, all’art. 2 consente effettivamente di realizzare iniziative artistiche “di ogni genere” e anche in sedi diverse dal teatro.
Il punto politico è un altro, molto più sostanziale: con questa variazione si chiedono 1,2 milioni di euro per quella che è un’attività straordinaria rispetto alla programmazione artistica ordinaria del Teatro.
Per capire la portata di questa scelta che a nostro avviso è una sproporzione, basta un dato: il budget complessivo della Fondazione per il 2025 è di circa 4,8 milioni di euro. Ciò significa che questa singola operazione assorbe un quarto dell’intero budget annuale (circa il 25%).
Il nodo quindi è la sostenibilità economica e organizzativa di una scelta che di fatto sposta priorità, risorse e responsabilità in modo sproporzionato rispetto alla missione artistica per cui la Fondazione Teatro Comunale è nata.

A questo si aggiunge un secondo rilievo: la Fondazione dispone delle strutture organizzative interne, delle competenze tecniche e degli strumenti contabili necessari per gestire operazioni di questa portata? O si rischia di sovraccaricare gli uffici, creare confusione nei bilanci e rendere meno chiara la distinzione tra costi e ricavi per eventi ordinari come Lirica Prosa Danza e Musica concertistica, e costi e ricavi per eventi straordinari, come può essere per un Teatro l’organizzazione ” occasionale” di 1/2 concerti rock all’anno? In altri termini, evidenziamo un rischio di potenziale confusione nei bilanci, che renderebbe difficile comprendere e distinguere l’andamento economico delle attività caratteristiche.
Questo si inserisce all’interno di un tema più generale che riguarda il ruolo della Fondazione. In passato, non solo a Ferrara ma in molte città italiane, la forma giuridica delle fondazioni culturali è stata utilizzata dagli enti locali per gestire attività straordinarie con una flessibilità maggiore rispetto ai vincoli propri del Comune, in particolare per quanto riguarda personale, appalti e raccolta fondi.

È un timore legittimo, che chiama in causa la necessità di garantire la massima chiarezza nella rendicontazione e nella distinzione dei costi e dei ricavi legati ai grandi eventi rispetto alle attività culturali ordinarie della Fondazione.
Permane, inoltre, a nostro avviso, anche una totale mancanza di chiarezza sull’impatto finanziario dei concerti di questo tipo per il Comune. Non è stata fornita alcuna stima pubblica e dettagliata dei costi e dei ricavi a carico dell’Ente, né il riparto con gli Organizzatori dei concerti.
Condividiamo le osservazioni espresse in commissione dal consigliere Buriani rispetto alla gestione dei rapporti con gli organizzatori e i promotori dei concerti.

In occasione del concerto di Vasco Rossi “Modena Park 2017”, il Comune di Modena ottenne dagli Organizzatori garanzie fideiussorie (ad esempio per il risarcimento di eventuali danni o il ripristino del parco dove si tenne il concerto) e rimborsi spese forfettari sui biglietti venduti. La convenzione non prevedeva contributi economici da parte del Comune.
Questo modello contrattuale, tutela anche gli interessi del Comune e costituisce un modello che l’Amministrazione di Ferrara dovrebbe replicare.

Condividiamo la scelta di quei Comuni che, ponendosi in modo chiaro con gli organizzatori, ottengono una fideiussione, la copertura totale delle spese operative e anche un rimborso per ogni biglietto venduto.
Ribadiamo la domanda all’Assessore: Perché altri Comuni questo è possibile e a Ferrara no?

Riguardo alla valutazione dell’impatto, l’Assessore, in commissione, ha anticipato che verrà incaricata l’Università per una valutazione dell’impatto economico, come era stato fatto per il concerto di Bruce Springsteen. Ha sostenuto che quello studio ha stimato un indotto per la città pari a 11 milioni di euro.
Per chiarezza e non per contraddire l’assessore sull’importo dell’indotto per la città, ricordiamo che nello Studio i numeri sono diversi.
L’indagine sulla valutazione d’impatto riportava sì un valore complessivo di € 10.319.906 ma include tutte le spese di trasporto, anche quelle per treni, voli aerei, auto e autobus extraurbani, che non generano indotto diretto per Ferrara. Escludendo i 4.451.700 euro di trasporti (ovvero il 43% dell’indotto totale), l’indotto effettivo per Ferrara non ha superato i 5,8 milioni di euro.
Detto questo, in previsione dei prossimi concerti, riteniamo necessario un maggiore coinvolgimento del Consiglio e una discussione chiara sui criteri, sui metodi e sugli indicatori che verranno utilizzati nella nuova valutazione d’impatto.

Un’ultima considerazione, meno pertinente all’oggetto dell’istruttoria, che rimane una variazione di bilancio, ma comunque rilevante, riguarda la sede scelta per i concerti.
Pur essendo favorevoli ai due concerti di Vasco Rossi, siamo contrari al luogo individuato, così come lo saremo per tutti i grandi eventi che verranno organizzati presso il Parco Urbano Giorgio Bassani.
In commissione l’Assessore Fornasini chiedeva perché mai si debba cercare un’altra sede, se il Parco è già pronto ed è “così bello”. La nostra risposta è la stessa che abbiamo ripetuto più volte durante la discussione sul Piano Urbanistico Generale: eventi di tale portata, per impatto logistico e acustico, generano una pressione insostenibile su un’area di pregio ambientale come il Parco Urbano.
Continuiamo a ritenere necessaria l’individuazione di una sede alternativa, proprio per preservare la valenza naturalistica con cui questo spazio è stato concepito.
La tutela dei servizi ecosistemici richiede infatti una protezione concreta e duratura dell’ambiente naturale, anche in quelle aree, come il Parco Bassani/Parco Nord, che non presentano vincoli naturalistici stringenti ma sono comunque classificate nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale come nodo ecologico, e quindi fondamentali per la continuità ambientale della città.
Il cambio di paradigma necessario è ormai chiaro anche se evidentemente ignorato da questa Amministrazione: promuovere la biodiversità non riguarda più solo la qualità ambientale o il paesaggio urbano, ma è una misura di tutela della salute pubblica, in particolare delle fasce più fragili della popolazione.

27 Novembre 2025

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