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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

La Comune di Ferrara. Bilancio di previsione 2026: due risoluzioni per tutelare lavoro e dignità agli sfollati del Grattacielo

martedì 24.02.2026

Anna Zonari al Consiglio Comunale di Ferrara del 23 febbraio 2026 ha presentato due risoluzioni legate alle conseguenze delle ordinanze sindacali che hanno portato all’evacuazione del grattacielo.

Proposte concrete per affrontare problemi reali.

1️⃣ Mobilità per chi è ospitato a San Bartolo
Dopo lo sgombero delle torri A e C, 26 persone sono state accolte nella struttura gestita da Caritas a San Bartolo. Presto questo numero raddoppierà, in quanto qui verranno trasferite anche le persone attualmente ospitate da Viale K in Mura di Porta Po.
Parliamo di lavoratori regolari, diversi dei quali, per recarsi al lavoro, devono raggiungere la stazione già alle 5 del mattino.
Il trasporto pubblico, però, non garantisce collegamenti adeguati in quella fascia oraria.
È evidente che una situazione del genere compromette concretamente la possibilità di mantenere il proprio impiego.
La perdita del lavoro aggraverebbe ulteriormente la loro condizione economica e sociale, con il rischio concreto di scivolare verso l’esclusione sociale.
Va ricordato che la precedente collocazione abitativa presso il grattacielo, essendo in prossimità della stazione, permetteva di raggiungere il luogo di lavoro senza necessità di un mezzo privato.
Con questa risoluzione non chiediamo interventi strutturali complessi, ma l’individuazione di soluzioni organizzative flessibili e a basso impatto economico che consentano, in via temporanea, di garantire il collegamento mattutino necessario al mantenimento del lavoro.

2️⃣ Sostegno a Caritas per l’accoglienza garantita a San Bartolo
Caritas sta sostenendo i costi dell’accoglienza con risorse proprie e donazioni private, così come già avvenuto per Viale K.
L’intervento di Caritas rappresenta un presidio fondamentale per garantire condizioni dignitose alle persone colpite che, senza questo intervento sarebbero rimaste in strada.
Tuttavia, il protrarsi della situazione rischia di compromettere la sostenibilità economica delle attività di accoglienza.
Il volontariato integra, sostiene, accompagna: ed è una risorsa fondamentale per la nostra comunità. Ma, in un contesto come questo, non può essere lasciato solo a farsi carico delle conseguenze di un’ordinanza sindacale.
Con questa risoluzione chiediamo che il Comune faccia la propria parte in modo esplicito e trasparente, prevedendo un contributo a sostegno delle attività di accoglienza di Caritas, almeno fino al 30 giugno 2026.

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