La Comune di Ferrara con le forze di minoranza. Mozione per ritarare l’adesione del Comune di Ferrara dalla rete nazionale delle “Città Identitarie” e dalla Fondazione omonima, promossa dall’Associazione CulturaIdentità
Richiesta di uscita del Comune di Ferrara dalla Fondazione “Città Identitarie”
I consiglieri di opposizione chiedono ufficialmente che Ferrara interrompa il suo legame con la rete nazionale delle “Città Identitarie” e con la relativa Fondazione.
Il problema dei soldi: meno studio, più festival
L’Amministrazione comunale ha deciso di spendere 60.000 euro per organizzare il “Festival delle Città Identitarie” a Ferrara. Il dato preoccupante è che, mentre circa la metà di questa somma arriva dal Ministero, gli altri 30.196 euro sono stati tolti dai fondi destinati a borse di studio, stage e tirocini per i giovani. In pratica, si è scelto di tagliare sul futuro degli studenti per finanziare un evento culturale.
La celebrazione di Italo Balbo
Il programma del festival presenta Italo Balbo come uno dei personaggi che hanno reso “grande” Ferrara. Gli organizzatori lo descrivono come un aviatore coraggioso e un uomo “visionario”, ammorbidendo molto il suo ruolo politico con la definizione di personaggio “discusso” per la sua adesione al fascismo.
Tuttavia, la realtà storica citata nella mozione è molto più cupa:
• Violenza squadrista. Balbo è stato il principale organizzatore delle squadre paramilitari che hanno usato la violenza nel ferrarese tra il 1921 e il 1923.
• Delitti. A lui viene attribuita la responsabilità politica e morale dell’uccisione di don Giovanni Minzoni.
• Ideologia della forza. Nei suoi diari, Balbo stesso esaltava la violenza come mezzo per raggiungere il potere e rifiutava ogni “sentimentalismo” o democrazia.
• Razzismo e colonialismo. Come governatore della Libia, ha gestito un sistema basato sull’occupazione militare e sullo sfruttamento delle popolazioni locali, prive di ogni diritto.
Un’operazione poco trasparente
Il modo in cui è stato gestito il progetto solleva diversi dubbi:
1. Tempi troppo stretti: il bando per cercare associazioni interessate al progetto è rimasto aperto solo una settimana (dal 6 al 13 maggio), un tempo considerato insufficiente per presentare proposte serie.
2. Costi nascosti: l’adesione annuale alla Fondazione costa 732 euro, una cifra che di fatto serve a pagare l’abbonamento a una rivista politica vicina alla destra.
3. Omissioni: nei documenti iniziali inviati al Ministero non si faceva cenno alla celebrazione di Balbo, che è comparsa solo nel programma finale.
Cosa chiedono all’Amministrazione le forze di opposizione.
Secondo i firmatari, usare soldi pubblici per riabilitare figure del fascismo offende la storia di Ferrara, che è stata insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare per la sua lotta partigiana.
Per questo motivo, il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:
• Uscire immediatamente dalla Fondazione Città Identitarie.
• Smettere di finanziare o ospitare eventi che cercano di ripulire l’immagine di esponenti del regime fascista.
• Investire seriamente nella storia e organizzare incontri nelle scuole e nelle università per studiare le vere origini del fascismo a Ferrara, coinvolgendo esperti, l’Istituto di Storia Contemporanea e le associazioni antifasciste.
I Gruppi consiliari del Comune di Ferrara: Partito Democratico, Lista Civica Anselmo, La Comune di Ferrara, Movimento 5 Stelle.