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La Comune di Ferrara presenta al Consiglio Comunale una Mozione per la Salvaguardia, l’Innovazione e la Riconversione del Polo Petrolchimico di Ferrara
Premesso che:
• Il Polo Petrolchimico di Ferrara rappresenta da oltre settant’anni un presidio industriale e occupazionale strategico per la città e per l’intero sistema produttivo regionale e nazionale, nonché un punto di riferimento internazionale per la ricerca applicata e l’innovazione tecnologica nel campo della chimica, grazie alla presenza del Centro Ricerche “Giulio Natta” di Lyondellbasell.
• Crisi Locale: Le recenti fermate produttive prolungate che hanno interessato tutti i principali impianti (tra cui Versalis, LyondellBasell, Yara) e la mancanza di un chiaro piano industriale da parte delle aziende stanno generando profonda incertezza tra le lavoratrici e i lavoratori, l’indotto e la comunità. La chiusura degli impianti di cracking a livello nazionale ha creato, inoltre, una difficoltà di approvvigionamento di monomeri (etilene e propilene) di qualità accettabile, che mina la continuità operativa del sito ferrarese e ha indebolito la filiera operativa dei possibili processi di riciclo molecolare delle materie plastiche.
• Crisi Europea: Il declino del petrolchimico di Ferrara si inserisce in una più vasta crisi strutturale dell’industria chimica europea, dovuta primariamente agli elevati costi energetici, alla concorrenza aggressiva extra-UE e alla mancanza di misure strutturali urgenti per contrastare tali deficit.
• Tale crisi si inserisce nel quadro più ampio della transizione ecologica europea, che richiede la decarbonizzazione dei processi industriali e l’attuazione degli obiettivi dell’Agenda 2030, ovvero una riduzione del 55% delle emissioni climalteranti entro il 2030 e la neutralità climatica entro il 2050, in linea con il Patto per il Lavoro e il Clima della Regione Emilia-Romagna.
• Il consiglio comunale, con l’approvazione dell’ordine del giorno PG 209147/25, in data 10 novembre 2025 ha espresso forte preoccupazione per la situazione che attanaglia il Polo Chimico di Ferrara e solidarietà con lavoratrici e lavoratori.
Considerato che:
• Tra le principali fonti di analisi e proposta sul futuro del Polo Chimico di Ferrara vi è lo studio “Strategie di sviluppo fra innovazione e sostenibilità nell’industria chimica: il caso del Petrolchimico di Ferrara”, realizzato nel 2024 dall’Università di Ferrara, a cura del Dipartimento di Economia e Management e del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche, nell’ambito di un progetto di ricerca interdisciplinare volto ad analizzare modelli di riconversione sostenibile e strategie di rilancio per i siti chimici complessi, i cui risultati individuano concrete direttrici di sviluppo basate sul riciclo integrale delle materie plastiche, la chimica verde e le tecnologie di bonifica avanzata.
• La ricerca sottolinea come la sopravvivenza e il rilancio del Polo dipendano dalla integrazione tra ricerca, innovazione, produzione e formazione, e che la riconversione debba essere orientata verso i modelli dell’economia circolare, della chimica verde e della decarbonizzazione industriale, in coerenza con le strategie europee per una transizione giusta.
• In data 17 Novembre u.s. due delle maggiori società insediate nel petrolchimico (LyondellBasell e Versalis) insieme ad altre importanti realtà del settore hanno firmato un documento congiunto, rivolgendo un appello alla Presidenza UE, sollecitando azioni coordinate per stabilizzare il settore del riciclo europeo e assicurare nuovi investimenti, a dimostrazione dell’ attenzione da parte della dirigenza a guidare la transizione verso un’economia circolare della plastica
• Mentre ENI dismette e chiude tutti i cracker in Italia, in data 19 Novembre u.s. INEOS (tra i giganti Europei della chimica), con il supporto del governo Francese e con il supporto finanziario di BNP Paribas e ING, ha annunciato un investimento di 250 milioni di sterline (oltre 280 milioni di Euro) per garantire il futuro dell’industria francese a Lavera, riqualificando e modernizzando uno dei siti industriali più importanti della Francia e salvaguardando 10.000 posti di lavoro. Ciò a dimostrazione che il declino della chimica non è inevitabile e che l’industria europea può competere creando posti di lavoro, investimenti e sicurezza energetica.
• Il Protocollo d’Intesa per la valorizzazione del Polo Industriale e Tecnologico di Ferrara, sottoscritto il 2 maggio 2024 da Ministeri, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ferrara, Università e parti sociali, si concentra prevalentemente sul Progetto di efficientamento energetico e di risparmio idrico del sito, individuando interventi di revamping del ciclo idrico, decarbonizzazione e riduzione dei consumi come azioni prioritarie, senza tuttavia definire progetti industriali concreti per lo sviluppo produttivo dello stabilimento, né una visione di riconversione sostenibile.
Tenuto conto che:
• il Polo chimico di Ferrara possiede un’esperienza pluridecennale nelle tecnologie di bonifica avanzata, sviluppate a partire dagli anni ’90 e il territorio ferrarese ospita RemTech Expo, unico hub tecnologico internazionale sulle bonifiche, rappresentando un patrimonio di sapere industriale, tecnico e scientifico unico in Italia;
• all’interno dell’area del Petrolchimico risultano già circa 70 ettari bonificati e immediatamente disponibili per nuovi investimenti;
• la transizione del Polo richiede nuove professionalità, competenze green e capacità interdisciplinari.
Il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta ad agire con urgenza su più livelli istituzionali, per:
1. Livello Locale e Aziendale (Polo di Ferrara)
• Tavolo Locale permanente:
◦ Istituire un Tavolo locale permanente sulla situazione del Polo Petrolchimico con il coinvolgimento di SIPRO e dei diversi portatori di interesse, per lo sviluppo di proposte concrete di rilancio e riconversione sostenibile, nonché monitoraggio costante della situazione industriale ed occupazionale.
• Piano Industriale e Sociale (in sinergia con la Regione Emilia-Romagna e il MIMIT):
◦ Richiedere alle aziende del Polo (tra cui Versalis/Eni, LyondellBasell) la presentazione di un Piano Industriale di lungo periodo chiaro e coerente, con obiettivi di investimento certi e scadenze definite, per la riconversione degli impianti verso prodotti a maggiore valore aggiunto e a minore impatto ambientale;
◦ vigilare sull’attuazione degli investimenti annunciati dalle aziende e di convocare, se necessario, specifici tavoli istituzionali per garantire la trasparenza e l’avanzamento degli interventi (es. l’impianto per il polietilene per cavi a basso, medio e alto voltaggio da parte di Versalis, l’ampliamento dell’impianto di produzione catalizzatori di LyondellBasell);
◦ promuovere la nascita di una filiera locale del riciclo della plastica, coinvolgendo HERA, le aziende del Polo e Distretti come ad esempio il Biomedicale di Mirandola, la Packaging Valley, la Motor Valley, al fine di attrarre aziende nelle aree bonificate del Polo, privilegiando e sviluppando attività di riciclo avanzato, ricerca applicata e tecnologie green, in coerenza con le nuove filiere dell’economia circolare;
◦ promuovere Ferrara come polo nazionale delle bonifiche industriali, sostenendo la valorizzazione e l’esportazione del know-how locale per interventi in altri siti complessi italiani.
Comunicazione
◦ organizzare incontri pubblici per informare e coinvolgere la cittadinanza sulle prospettive del Polo Chimico di Ferrara.
2. Livello Nazionale e Regionale (Governo e Regione Emilia-Romagna)
• Tavolo Permanente e Accordo di Programma:
○ Ampliare le funzioni del Tavolo Istituzionale, affinché diventi un Tavolo Permanente, avente l’obiettivo di indicare le possibili strategie per il rilancio in chiave sostenibile del Polo Chimico.
○ promuovere la sigla di un Grande Accordo di Programma tra Governo, Regione, Università ed aziende, che vincoli gli investimenti alla riconversione tecnologica e all’efficientamento energetico, garantendo un coordinamento strutturale con il limitrofo polo di Ravenna.
◦ Supporto alla Transizione Giusta:
○ destinare prioritariamente fondi europei e nazionali per sostenere la riconversione e la modernizzazione degli impianti;
○ attivare bandi dedicati, tramite FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e FSE+, per finanziare piani di riqualificazione professionale e di aggiornamento/potenziamento delle competenze (reskilling e upskilling) di lavoratori e lavoratrici, indirizzandoli verso le competenze della chimica Supporto alla Transizione Giusta.
• Sviluppo Tecnologico, Formazione e Innovazione:
◦ Rafforzare i percorsi tecnico-scientifici nelle scuole superiori e nel sistema universitario, promuovendo nuove opportunità professionali per giovani diplomati e laureati nei settori della chimica verde e dell’economia circolare. Ciò include il potenziamento degli istituti tecnici e dei licei a indirizzo scientifico, l’integrazione con la Rete Politecnica regionale, nonché lo sviluppo di nuovi corsi di laurea, master e percorsi avanzati di specializzazione, collegati alle esigenze emergenti della chimica circolare in particolare e della transizione ecologica in generale.
• Ruolo Strategico dei Tecnopoli:
◦ Rafforzare il ruolo del Tecnopolo di Ferrara e del Centro di Ricerca Industriale (CIRI) sul sito, come hub regionale per l’innovazione nella chimica circolare.
◦ Promuovere una sinergia strutturale tra il Centro Ricerche Giulio Natta di Ferrara e la Rete Regionale dei Tecnopoli (ad esempio Rimini, Piacenza, Bologna), al fine di sviluppare progettualità condivise orientate non solo alla realizzazione di nuovi prodotti, ma soprattutto allo sviluppo di processi, metodi e filiere circolari, in coerenza con la nuova consapevolezza secondo cui i prodotti dell’economia futura saranno sempre più i processi.
◦ Sostenere lo sviluppo e l’adozione di tecnologie innovative per la produzione di materiali polimerici a ridotto impatto ambientale, favorendo processi ad alta efficienza energetica e l’utilizzo di materie prime rinnovabili o riciclate, in linea con i principi della chimica circolare.
• Progetto Faro “Polo Natta 2.0”:
◦ Finanziare un progetto faro denominato “Polo Natta 2.0 – Chimica Circolare” che preveda l’attivazione di borse di dottorato e l’istituzione di piattaforme di Open Innovation per sperimentare e sviluppare tecnologie avanzate di riciclo dei polimeri.
3. Livello Europeo (Unione Europea, tramite ANCI)
• Costo dell’Energia e Competitività:
◦ aderire e sostenere l’appello per un “Eu Critical Chemicals Act” e chiedere alla Commissione misure strutturali urgenti per la riduzione dei costi energetici industriali.
• Economia Circolare e Materie Prime Seconde:
◦ Promuovere politiche UE che favoriscano la filiera nazionale ed europea del riciclo chimico avanzato e che incentivino l’utilizzo delle materie prime seconde derivanti dai rifiuti plastici, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.