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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Romeo Farinella | 20 Mag 2024

UN PIANO PER LA CASA A FERRARA

Gli alloggi pubblici del Comune di Ferrara sono circa 3300: di questi oltre 700 sono vuoti e necessitano di importanti interventi di manutenzione nonché di efficientamento energetico, soprattutto per contrastare il fenomeno della povertà energetica, ormai molto diffuso anche a Ferrara. Non solo è cambiata la domanda di casa pubblica, ma anche il mercato della casa a Ferrara è cambiato in funzione delle variazioni dei bisogni, e quindi delle nuove domande.

Residenze universitarie. Negli ultimi anni si è affermata una forte richiesta di case, in città e nella prima periferia, da parte degli studenti che fanno capo alla nostra Università. I 12 mila studenti fuorisede (su 28 mila complessivi) hanno avuto un impatto significativo, contribuendo ad alzare i prezzi dell’affitto e rendendo più difficoltosa la ricerca di abitazioni da parte dei nuclei familiari, dei single e delle giovani coppie che possono permettersi solo l’ affitto (precari, lavoratori fuori sede, nuclei monogenitoriali ecc.).

In Italia non esiste una politica pubblica per la casa: gli obiettivi dei provvedimenti in corso sono controversi, e prevale la scelta di puntare fortemente sul settore privato, che ragiona secondo logiche di mercato. Questo indebolisce la capacità pubblica di fornire risposte alle esigenze degli studenti appartenenti a famiglie di fascia più fragile dal punto di vista socio-economico, mentre il PNRR si sta rivelando un’occasione persa rispetto alla tutela del diritto allo studio, sancito dall’articolo 34 della Costituzione.

A Ferrara, in particolare, le politiche della casa per gli studenti dovrebbero collocarsi in una strategia urbana complessa, che non riguardi solo gli alloggi ma anche il funzionamento della città e la qualità dei suoi spazi. Gli studentati sono una risposta, anche per recuperare aree dismesse della città, ma non devono essere lasciati in balìa del libero mercato.

Alloggi a disposizione dei redditi più bassi (ERP ed Ers). Nella provincia di Ferrara le domande di ERP sono in aumento rispetto a due anni fa, con oltre 900 richieste per il solo Comune capoluogo. Anche le domande per il contributo del fondo sociale sono quasi raddoppiate nel giro di due anni, da circa 2600 a 4200. Questo evidenzia la forte necessità di strumenti economici e sociali per fronteggiare i bisogni legati all’abitazione sostenibile, considerando anche l’aumento delle persone in difficoltà economica, come testimoniato dai dati ISTAT. Questi confermano che nel nostro territorio la povertà assoluta e relativa sono in aumento. Emerge pertanto una domanda inespressa di case pubbliche, che va ben oltre le graduatorie ufficiali e che richiederebbe il consolidarsi di politiche attive.

Graduatorie. I nuovi criteri di definizione dei punteggi privilegiano la residenzialità storica, ed essendo Ferrara una città ‘anziana’, questo determinerà nei prossimi anni un aumento della percentuale di over 65 che occuperà alloggi ERP, rafforzando l’emergenza abitativa.

Emergenza abitativa. Tale fenomeno ha subito un’evoluzione anche a causa della crisi economica post-pandemia, che sta portando verso una condizione di maggiore povertà non solo i nuclei abitativi stranieri ma anche le famiglie italiane. Il diritto alla casa rischia di diventare sempre più un punto critico se non si mettono in campo politiche pubbliche adeguate. Gli alloggi disponibili per le nuove assegnazioni sono a malapena in grado di rispondere alle tipologie di utenti sopra ricordate, ovvero anziani e casi di emergenze abitative.

Giovani coppie e i giovani single. Queste categorie costituiscono una criticità per Ferrara e per l’Italia, perché di fatto, pur essendo presenti nelle graduatorie, non arrivano in posizione utile per ottenere le assegnazioni.

Nuovi strumenti. Occorre generare nuove possibilità per fornire risposte alle fasce sociali più svantaggiate. L’ERP non può essere la sola risposta, ad esempio nel caso in cui il nucleo non è in grado di mantenere i costi di gestione dell’alloggio popolare. Il co-housing potrebbe essere uno strumento per rendere sostenibile il costo dell’abitazione condivisa, supportando questa misura con una progettualità socio-assistenziale da parte dei servizi sociali, capace di orientare le scelte di vita e la ricerca del lavoro di chi vi abita. In ogni caso, si rende sempre più evidente la necessità di un potenziamento della spesa pubblica per finanziare l’accesso alla casa.

Il diritto alla casa e alla città deve pertanto diventare un valore non negoziabile: occorre indirizzarsi su modelli orientati alla valorizzazione del patrimonio pubblico (dei suoli e degli alloggi), come nel caso di Vienna, dove il 50% della popolazione vive in abitazioni sovvenzionate dal Comune o dalle cooperative. Occorre rivendicare, per Ferrara e per le nostre Amministrazioni, il ruolo di gestore autorevole delle politiche pubbliche urbane e non di facilitatore di interessi privati, come sta accadendo per molti progetti di rigenerazione urbana. Se per alcuni la casa è un privilegio, per tutti deve essere un diritto, perché il diritto all’abitare è un diritto dell’umanità (Art.16/31 dell’European Social Charter).

Romeo Farinella
Professore di Urbanistica Università di Ferrara
Candidato nella lista de La Comune di Ferrara