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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

24 Gennaio 2026

Grattacielo, centinaia di persone allontanate da casa: la sicurezza comincia dopo le ordinanze

COMUNICATO STAMPA

Tra l’11 e il 22 gennaio il Comune ha adottato quattro ordinanze di inagibilità che hanno riguardato le Torri A, B e C del Grattacielo, imponendo l’allontanamento forzato dei residenti per ragioni di sicurezza.
Si tratta di provvedimenti che, nel loro insieme, hanno già comportato o stanno per comportare una stima di circa 450 persone costrette a lasciare la propria casa, a tempo indeterminato.
Di fronte a numeri e conseguenze di questa portata, è inevitabile interrogarsi su come una città governa una situazione che non è più individuale, ma che investe direttamente profili di ordine pubblico, sociale e sanitario.
In questi giorni l’Amministrazione ha diffuso una narrazione secondo cui quella del Grattacielo sarebbe una vicenda esclusivamente privata: il Comune avrebbe fatto il suo dovere e ora tutto ricadrebbe sui proprietari e sui residenti, dal momento che l’inagibilità sarebbe conseguenza di inadempienze note da anni e che avrebbero potuto essere affrontate per tempo.
È vero che le cause dell’inagibilità derivano da inadempienze private.
Ma è altrettanto vero che questa situazione era nota all’Amministrazione da anni e che l’ordinanza più recente è stata emessa a seguito di un verbale dei Vigili del Fuoco che riprende prescrizioni già trasmesse a Sindaco e Prefetto due anni fa.
Su questo sarà necessario accertare perché, in un arco temporale così lungo, non si sia attivato un adeguato monitoraggio.

Rimango però sul punto che oggi mi appare più urgente, e che non è una questione di opinioni politiche, ma di coerenza con quanto prevede la legge.
Dal momento in cui il Sindaco interviene con ordinanze per ragioni di sicurezza pubblica e impone alle persone di lasciare la propria casa, la questione cessa di essere privata e diventa una responsabilità pubblica.
Questo non è un giudizio politico: è quanto prevede il Testo Unico degli Enti Locali. L’articolo 54 attribuisce al Sindaco, quando interviene per tutelare l’incolumità pubblica e la sicurezza, non solo il potere di adottare provvedimenti urgenti, ma anche la responsabilità di governarne le conseguenze, proprio perché quegli atti incidono direttamente sulla vita delle persone.

Quando un’Amministrazione ordina lo sgombero di un edificio perché lo ritiene pericoloso per l’incolumità delle persone, non sta semplicemente esercitando un controllo su un immobile privato: sta utilizzando un potere straordinario che l’ordinamento collega a una responsabilità pubblica piena.
Dire “abbiamo fatto tutto e ora tocca ai privati” non è sufficiente.
Governare una situazione di questo tipo significa, ad esempio:
• sapere quante persone sono coinvolte e in quali condizioni;
• coordinare i servizi sociali e abitativi per evitare che qualcuno resti senza un tetto;
• prevedere soluzioni transitorie per chi non ha alternative immediate;
• mantenere un presidio istituzionale e un’interlocuzione costante con le autorità competenti, a partire dalla Prefettura;
• prevenire che una crisi abitativa si trasformi in un problema di ordine pubblico e di grave disagio sociale.
Tutto questo non significa sostituirsi ai privati, né assumersi responsabilità che non competono al Comune, né tantomeno pagare i lavori al posto dei proprietari.
Significa fare ciò che la legge prevede quando si interviene per ragioni di sicurezza pubblica: assumere il governo delle conseguenze.

Per queste ragioni, come consigliera comunale, ritengo doveroso richiamare con forza l’Amministrazione alla coerenza tra i poteri esercitati e le responsabilità che ne derivano, raccomandando che questa fase venga gestita come una questione pubblica, con una regia chiara, un coordinamento effettivo e un’assunzione piena di responsabilità istituzionale.

Anna Zonari
Consigliera comunale

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