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Francesco Vigorelli
OROVERDE: PRIMA SI AUTORIZZA, POI SI VEDE
Il 20 luglio il Consiglio comunale di Ferrara ha autorizzato in deroga il nuovo impianto di
essiccazione dei foraggi di Oroverde in via Palmirano. Un intervento fuori dai limiti
previsti dalle stesse norme urbanistiche che il Comune si è dato. 19 sì, 4 no, 5 astenuti.
I numeri parlano chiaro: 1.486 mq richiesti 156 mq consentiti dalle norme ➡️ ➡️ Quasi 10
volte il limite.
Un camino alto 14 metri. Un impianto alimentato a GPL, da circa 10 megawatt.
Funzionamento previsto fino a 16 ore al giorno.
Il parere sulle acque reflue non era favorevole. Approvato comunque, con condizioni da
rispettare dopo.
Di notte i limiti acustici non sono rispettati. Si interverrà “in seguito”. E se non fossero
sanabili?
E non si tratta di un impianto isolato. In quella zona ci sono già il Valgas, in arrivo la
centrale a biometano di Gaibanella, e diversi impianti fotovoltaici. Come ha fatto notare
in Consiglio la consigliera Anna Zonari, chi vive lì “gli impatti li somma” — tanto che
qualcuno, in quella via, l’ha definita “terra di nessuno”.
I residenti vogliono solo vivere tranquilli. Le compensazioni non possono essere una
merce di scambio. Basterebbe ascoltarli prima. Difficile da capire, evidentemente, per i
nostri amministratori.
Questo non è amministrare. È imporre — decidendo prima, e verificando dopo se le
norme sono rispettate. Nella società civile è il contrario: si progetta, si verifica se
funziona e se rispetta le regole, e solo allora si realizza. Così dovrebbe fare anche un
Ente pubblico. Non in deroga, sia pure sanata a posteriori.
E il precedente è pericoloso: se la deroga la si concede a un’impresa, perché non
concederla a tutte?
È troppo pensare che le regole vadano rispettate? O che i residenti debbano essere
ascoltati? Sembra solo a me che debba essere così?
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