Presidio in piazza Cattedrale
Venerdì 14 novembre 2025 La Comune di Ferrara ha partecipato con piena condivisione dei temi e delle rivendicazioni al presidio organizzato da Rete Giustizia Climatica, Extinction Rebellion, Fridays for Future, Legambiente, Arci Ferrara, CGIL Ferrara. La manifestazione, in Piazza Cattedrale, fa parte della mobilitazione nazionale degli studenti e delle studentesse per difendere due diritti essenziali: quello allo studio e quello ad un futuro sostenibile.
Marcella Ravaglia, per la Comune di Ferrara, ha parlato dell’importanza dell’acqua, risorsa vitale insostituibile, la cui crescente scarsità e il cui controllo rappresentano una delle principali sfide geopolitiche globalie sono radici storiche di numerosi conflitti internazionali . Il controllo delle fonti idriche è la causa delle “guerre per l’acqua”, è stata all’origine del conflitto Israelo-Palestinese e tuttora la sottrazione delle risorse idriche è uno strumento di sopraffazione contro i Palestinesi. Acqua, clima e salute sono strettamente collegati anche nel rischio di eventi estremi che si susseguono sempre più frequentemente. Ricordando che nel territorio comunale di Ferrara e nell’Alto Ferrarese, la gestione del servizio idrico integrato è in concessione a Hera SpA, quindi azienda privata, ma la scadenza del contratto è prevista per il 2027, Marcella sottolinea quanto sia necessario che la risorsa acqua sia gestita in forma pubblica in modo deciso e senza compromessi con gli interessi del profitto individuale privato.
Tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza di agire subito per fermare il riscaldamento globale se si vuole che esista ancora un domani per il pianeta.
Le studentesse e gli studenti chiedono una legislazione contro chi inquina e chi estrae risorse rubando il futuro alle giovani generazioni. Reclamano la fine di un’economia di guerra e della complicità nel genocidio in Palestina e l’uscita da Rearm Europe per finanziare invece sanità e scuola. Si chiede una vera tutela del nostro territorio per proteggere la salute e i diritti dagli interessi economici privati.
Si vuole che l’educazione si occupi anche e soprattutto del clima e della tutela dell’ambiente, si pretende sicurezza negli edifici e accessibilità che elimini barriere architettoniche ed economiche: una scuola gratuita e pubblica che garantisca il diritto al futuro.
Le manifestazioni si svolgono in contemporanea ai negoziati internazionali sui cambiamenti climatici della COP30, a Belém (Brasile). L’Europa e l’Italia hanno un grande peso nella conferenza, dove si discute soprattutto di finanza climatica, mitigazione, adattamento e giusta transizione. Si vuole fare pressione perché i Paesi del Nord globale si facciano carico delle loro responsabilità storiche nella distruzione del Pianeta, contribuendo maggiormente ai fondi climatici e rinunciando all’energia fossile.
(Daniela Cataldo)
