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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Tag: La Nuova Ferrara

Consiglio, frase al veleno dopo la Pace in Palestina «Comunista di m….»

Ferrara Una giornata di pace, quella di lunedì, con la firma in Egitto dell’accordo per Gaza: cessate fuoco e il rilascio degli ostaggi, israeliani e
palestinesi, sono stati le conseguenze. Un po’ meno pacifico il confronto — se così si vuole chiamare – in Consiglio comunale a Ferrara. Ma ‘almeno qui parliamo solo di toni. Perché alla presentazione di due ordini del giorno sul
la questione palestinese – uno sulla sospensione dei rapporti istituzionali con il Governo israeliano e l’altro perla pace, la legalità internazionale e la fine dell’economia del genocidio —, il sindaco, questa volta presente in aula, non è riuscito a rimanere al proprio posto. Preciso e puntale Alan Fabbri scrive le
motivazioni sui social: «Sono dovuto uscire all’ennesima provocazione dell’opposizione, che continua a sollevare dubbi e ad alimentare divisioni, imponendo alla città del Meis, del Ghetto Ebraico, delle deportazioni e di Giorgio Bassani di interrompere rapporti con Israele e dì boicottare farmaci e prodotti». Altri due odg che si aggiungono alle varie mozioni sul tema,che secondo Fabbri «servono ad alimentare l’odio che abbiamo visto in molte città
italiane». Intanto, durante l’intervento di Anna Zonari (La Comune), Fabbri abbandona la seduta, parla di documenti anacronistici ora che The Donald ha ottenuto «un’importante vittoria diplomatica» e c’è chi sente qualche parola di troppo: «Mi ha detto comunista di m…» dice la consigliera tra l’allibito e il sorpreso. Qualcuno parlava forse di odio o provocazione?

La frase sentita pronunciare a Fabbri fa scalpore e il giorno dopo Zonari incassa il sostegno di Pd e Fabio Anselmo, oltre alla precisazione dello stesso gruppo La Comune. Per chi se lo fosse perso,
“la consigliera ha riportato al centro la radice etica e giuridica della pace, spiegando che on può esserci cessate il fuoco duraturo senza giustizia, rispetto del diritto internazionale e consapevolezza dei legami economici che alimentano i conflitti» sottolinea in una nota La Comune, che aggiunge: «L’ordine del giorno non nasce da ideologia ma da una visione di cittadinanza attiva: un Comune che sceglie fornitori etici, che non chiude gli occhi di fronte alle violazioni dei diritti umani. Che un discorso civile e documentato venga accolto
con insulti è segno del degrado del linguaggio politico, non certo della sua forza». Anselmo esprime solidarietà a Zonari e intanto vede un atteggiamento un po’ confuso nella Maggioranza: «Mentre infatti il sindaco apriva giustamente il Consiglio con un intervento sul tema Palestina – ricorda l’avvocato – un consigliere ed un assessore della sua stessa maggioranza si affannavano a sostenere, poco dopo, che quella non era la sede giusta per parlarne». Prosegue Anselmo sull’episodio:« È inaccettabile che la consigliera possa essere costretta a subire quanto essa stessa ha denunciato, tanto più che tali comporta
menti si verifichino durante le sedute consiliari e vedano come protagonista il nostro sindaco. È un’immagine che,insieme a quella della sua discesa nell’arena durante il consiglio interrotto per la protesta dei pro Pal, evoca quelle del suo collega di Terni». Bandecchi, che con un manifestate arrivò addirittura al “testa a testa”. A Ferrara si è fatto meno, ma senza dubbio la questione Israelo-palestinese scotta e fa alzaredalle poltrone.

Controllo di vicinato a Ferrara, progetto rimasto indietro

Intanto in città e nelle frazioni nascono gruppi spontanei

Ferrara Borgo Punta, uno e due, Foro Boario, il Doro, via de Vincenzi e via don Bosco, poi ancora Cona, Fossanova San Marco, San Bartolomeo in Bosco, Francolino, Casaglia, Ravalle e Porporana. Siamo nel 2017, nel pieno del Tagliani bis, quando l’amministrazione di centrosinistra presentò il progetto “Controllo di vicinato” e nei luoghi sopracitati venne posizionato un cartello giallo per indicare l’esistenza di una neighborhood watch, per dirla all’inglese. Gli obiettivi erano promuovere e rafforzare la sicurezza urbana attivando un vicinato solidale.

Cartelli oggi un po’ più scoloriti: segno del tempo che passa, ma anche di un progetto che sembra essere stato dimenticato o, meglio, non portato avanti dall’amministrazione Fabbri. «Probabilmente questa giunta preferisce tenere contatti diretti con alcuni residenti che attivare – o riattivare, ndr – un processo partecipativo, che comunque non è facile da governare e per lo sviluppo occorrono risorse». Le parole escono dalla bocca della consigliera di La Comune Anna Zonari. Tutto perfettamente coerente con quanto presentato in sede di campagna elettorale, ovvero «la partecipazione della cittadinanza al governo della città, che passa anche da questo».

Alla base di quel progetto vi erano le care e vecchie relazioni sociali, che puntavano a creare un sistema informativo e di comunicazione rapido tra forze dell’ordine e cittadini, con i loro referenti e coordinatori. Niente a che fare con le ronde che negli ultimi anni hanno fatto drizzare le antenne di molti, perché, oltre alla sicurezza, nel controllo di vicinato altri aspetti venivano perseguiti. Su tutti la ricostruzione dei legami che evitano l’isolamento delle persone. E quindi nella richiesta di “alzare il livello di attenzione” si inserivano quei gesti quotidiani come conoscere e aiutare i propri vicini in caso di bisogno, tenere gli occhi aperti in loro assenza, magari quando sono in vacanza o a fare la spesa, guardare in strada quando suona un allarme, diventare una famiglia per anziani soli. «In città, dentro le mura e nelle frazioni, ci sono i cartelli ma persone che facevano parte di questi comitati hanno riferito che non sono più attivi», spiega Zonari, che ha presentato un’interrogazione alla giunta per sapere «lo stato attuale del progetto, anche perché c’è un sito ancora attivo e la possibilità di aderire compilando un modulo».

Anche se dal Municipio nessun input è arrivato, nel tempo ci sono state comunità che hanno sentito l’esigenza di creare gruppi di vicinato, principalmente come risposta ai furti e alle continue effrazioni. L’ha fatto Aguscello, lo scorso anno pesantemente “visitata” dai ladri, così come Malborghetto. «Un gruppo nato da un vuoto lasciato dall’attuale amministrazione, che non ha più risposto a quest’esigenza – ammonisce l’ex consigliera Pd Maria Dall’Acqua che è stata promotrice a Malborghetto, dove vengono segnalati anche i disagi idrici per le «frequenti rotture» –, mentre i cittadini hanno cercato di attuare una buona pratica». Gli effetti ci sono stati e «i furti si sono quasi azzerati, anche per merito nostro – sottolinea Cora Talmelli, portavoce di Aguscello – e ci sono contatti costanti con la Polizia». Nelle due frazioni i gruppi sono ancora attivi e attendono sviluppi su videosorveglianza e illuminazione pubblica, richieste presentate sul tavolo dell’amministrazione. Intanto il periodo peggiore – il tardo pomeriggio invernale – si avvicina.

 

Cpr, anche Zonari ribatte a Coletti «No alla propaganda securitaria»

La consigliera di opposizione critica l’intervento dell’assessora

Non solo Fabio Anselmo, anche da Anna Zonari, consigliera comunale de La Comune, si alza una voce critica contro la presa di posizione dell’assessora Cristina Coletti nei confronti del medico dell’ospedale di Cona che non ha dato il nulla osta al trasferimento di un migrante irregolare in un Cpr.

«Ferrara non ha bisogno di propaganda securitaria – dice Zonari -, ha bisogno di politiche giuste, fondate sulla legalità vera, quella che non calpesta ma riconosce i diritti di tutti e tutte» Secondo la consigliera di opposizione, «i Centri di permanenza per il rimpatrio non so-no semplici “strutture amministrative”. Sono luoghi dove, secondo i rapporti indipendenti più autorevoli, si consuma ogni giorno una sofferenza che non può essere ignorata afferma Zonari.

Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura, dopo la visita in Italia nell’aprile 2024, ha denunciato condizioni inaccettabili: persone ammassate in ambienti assimilabili a gabbie, carenza di cibo e di cure mediche, uso sproporzionato della forza, somministrazione non controllata di psicofarmaci. Un quadro che non appartiene a uno Stato di diritto, ma a una sospensione della legalità». Zonari cita anche altri re-port critici sulle condizioni di detenzione nei Cpr e ritiene che «davanti a questa realtà, la scelta dei medici di rifiutarsi di collaborare con i Cpr non è una “ideologia dannosa”, come sostiene l’assessora Coletti.

È al contrario un gesto di fedeltà al giuramento professionale e ai principi costituzionali: tutelare la salute e la dignità di tutti, senza distinzione di status giuridico. La vera ideologia è pensare che la sicurezza dei cittadini passi per la compressione dei diritti umani», sostiene la consigliera. Zonari cita anche i numeri arrivati dall’Osservatorio diritti: «Nel 2023 quasi 6.700 perso-ne sono passate per i Cpr, ma
solo la metà è stata effettiva-mente rimpatriata. Una macchina costosa, inefficace e crudele, che produce più ferite sociali di quante ne risolva», afferma ancora la consigliera Zonari. •

Scorrette le parole dell’assessore Fornasini

Durante la Commissione consiliare sul tema dell’assestamento generale del bilancio 2025-2027 e della salvaguardia degli equilibri, ho chiesto all’assessore Matteo Foransini un chiarimento su una
frase tecnica contenuta nella nota del Collegio dei Revisori dei Conti del 22 luglio 2025. La frase in questione – riportata nel verbale con oggetto Parere su salvaguardia degli equilibri di bilancio e assestamento generale di bilancio 2025/2027, relativo alla proposta di Delibera di Consiglio Comunale 114-2025 – recita:
“La documentazione di spesa caricata su ReGiS risulta perlopiù in linea con la spesa effettiva, ancorché con uno scarto temporale di due mesi circa, che il ridetto architetto ha definito cronico ed incomprimibile e che pure questo Collegio ha verificato essere tale.”
Una frase che, a mio avviso, meritava un approfondimento chiaro, proprio per comprendere la natura di quello scarto temporale definito dai Revisori “cronico ed incomprimibile”.
Avrebbe potuto fornire serenamente una risposta tecnica il vicesegretario Bonaldo, come infatti ha fatto poco dopo. Ma l’assessore, invece di cogliere l’occasione per chiarire, ha ritenuto opportuno utilizzare quel momento per rivolgere a me un’insinuazione gravissima, con toni che nulla hanno a che vedere con il rispetto istituzionale e con il confronto democratico.
Ha affermato:
“La mia sensazione è che quasi quasi lei gufi affinchè questa Amministrazione perda soldi perchè arriva lunga sul PNRR… se lei smentisce che tifa contro questa Amministrazione e contro la città affinché si arrivi in ritardo con la predisposizione degli atti e con il cronoprogramma del PNRR io sono ben contento di essere smentito.”

Trovo questo intervento non solo scorretto, ma profondamente lesivo del mio ruolo e del mio impegno. È inaccettabile che un assessore utilizzi una commissione consiliare per insinuare che una consigliera comunale “tifi contro la città” o “gufi” perché i fondi del PNRR vadano persi. È un’accusa grave, che travalica i confini del confronto politico e che offende il rispetto dovuto a ogni rappresentante eletto dalle cittadine e dai cittadini.
Non sono io a dover smentire un’accusa infondata. È l’assessore che dovrebbe chiedere pubblicamente scusa per il tono usato e per il tentativo di delegittimare il lavoro di controllo che ogni consigliera e consigliere ha il dovere di svolgere.
Non è questo il modo di fare politica che mi appartiene. Io faccio domande, entro nel merito dei documenti, esercito con serietà e determinazione il mio mandato. E continuerò a farlo, anche quando la risposta è il nervosismo o il sospetto.
Nel merito, voglio ricordare che le mie preoccupazioni sul cronoprogramma PNRR non erano frutto di allarmismo, ma erano già state certificate da precedenti verbali del Collegio dei Revisori.
E ora, con questa ulteriore nota, gli stessi Revisori confermano che lo scarto temporale di circa due mesi è “cronico ed incomprimibile” – nonostante si sia riusciti a riallineare le rendicontazioni. Anche questa è una forma di trasparenza: non negare le difficoltà, ma riconoscerle per tempo.
Il mio dovere è vigilare, controllare, porre domande. Non “gufare”. E continuerò a farlo, nell’interesse della città.

Anna Zonari

PG140984_2025_Richiesta scuse formali da parte ass- Fornasini

La Comune, un anno di attività “no stop” La capogruppo Zonari: «Siamo stati la forza politica più attiva in Consiglio»

È il momento dei primi bilanci per La Comune di Ferrara dopo il primo ed intenso anno di attività politica all’interno del Consiglio Counale di Ferrara. A fare il punto della situazione sull’attività passata, presente e futura è la consigliera e capogruppo Anna Zonari: «Abbiamo cercato di rappresentare tutta la comunità più che alcuni interessi specifici e dopo un anno sono state portate avanti di cittadini anche di al-tri gruppi politici. Non è stato facile essere da sola all’interno di un’istituzione ed imparare in fretta le procedure ed i linguaggi. L’impegno è molto grande ma non sono mai mancati il confronto ed il supporto di tante persone esterne. Inoltre siamo stati la forza politica più attiva all’interno del consiglio comunale».

Zonari poi passa in rassegna i temi trattati da La Comune:
«Su urbanistica ed ambiente, abbiamo mosso critiche motivate al Pug (Piano urbanistico generale), il quale presenta interventi incoerenti e ambigui come il maxi -parcheggio all’ex zuccherificio di Pontelagoscuro o il cosiddetto Feris. Anche sulla mobilità non è stato fatto abbastanza così come sul dialogo con i cittadini, vedasi il caso i piazza Ariostea. Un altro tema importante per noi è l’ambiente: abbiamo se-guito da vicino le istanze dei cittadini di Villanova, Fondoreno e Gaibanella riguardanti le centrali di biometano.

Ci preoccupa anche la situazione al carcere dell’Arginone e sui permessi di lavoro tardivi agli stranieri». Infine Zonari mette l’accento su Hera: «L’affidamento del-la gestione dei rifiuti è attualmente in proroga dal 2017. So-steniamo invece con forza la necessità di un dialogo che riguardi la ripubblicizzazione dei servizi. Invece a breve si terrà una commissione consiliare con oggetto la delibera riguardante la messa a gara proprio della gestione di questi servizi, i quali torneranno quindi in mano ad Hera. Il tutto senza che ci sia mai stata una vera discussione in merito».

Alla conferenza stampa erano presenti anche due attivisti di La Comune ovvero Andrea Firrincieli e Silvia Trombetta. Il primo ha sottolineato le iniziative a sostegno del centro  sociale La Resistenza, dell’associazione Cittadini del Mondo e l’attivismo sulla questione palestinese. Trombetta invece ha sottolineato la volontà di avere un approccio politico «più gentile e positivo nei toni con l’obiettivo di riavvicinare i cittadini disillusi dalla politica».

Ferrara resta ancora senza il Biciplan. Progetto accantonato perché oneroso. Zonari: «Sconcertante, l’amministrazione ha restituito 32mila euro di contributo»

Ferrara «La città ancora senza Biciplan: occasione persa e nessun impegno per il futuro».

Ad affermarlo è la consigliera comunale de La Comune di Ferrara Anna Zonari all’indomani della risposta dell’assessore Vita Finzi a una interrogazione del gruppo consiliare sulla mancata realizzazione del piano della mobilità ciclistica, «uno dei progetti per cui il Comune aveva ricevuto fondi ministeriali.

Dei sei interventi previsti ricorda Zonari solo quattro sono stati completati: il Biciplan, considerato troppo oneroso in termini di risorse umane, è rimasto sulla carta. I 32mila euro destinati sono stati restituiti». Secondo la consigliera «è sconcertante che Ferrara, storicamente città della bicicletta, si affidi ancora a un Biciplan del secolo scorso, senza nemmeno dichiarare l’intenzione di aggiornarlo o riprogrammarlo.

Serve una visione aggiornata e concreta, che tenga conto delle mutate esigenze della città e dei cittadini».

La risposta dell’assessore, rimarca Zonari, non chiarisce se e quando si intenda rimediare a questa mancanza, né come si intenda reperire le risorse necessarie: «Un nuovo Biciplan ha un costo certamente superiore ai 32mila euro restituiti al ministero, ma questa non può essere una scusa per non fare nulla. E’ proprio da qui che occorre ripartire: da una chiara volontà politica, da un cronoprogramma e da una strategia di reperimento fondi, anche attraverso canali regionali o Pnrr».

Il gruppo La Comune di Ferrara assicura che continuerà a sollecitare l’amministrazione affinché il tema della mobilità ciclabile sia affrontato con la serietà e la centralità che merita.

LA NUOVA FERRARA: Ancora tempesta sul carcere dell’Arginone Zonari (La Comune): «Toscani chieda scusa»

Non smette di far discutere il caso della presunta violenza sessuale denunciata da una detenuta transgender, che sarebbe avvenuta nelle celle del carcere dell’Arginone. E’ innanzitutto la consigliera comunale Camilla Mondini (Fdl) a chiarire la propria posizione sui fatti avvenuti:«Mi sono espressa su alcuni commenti pubblici che ho trovato particolarmente spiacevoli in quanto riferiti alla persona che ha denunciato di aver subito violenza sessuale in Carcere. Non ho infatti condiviso certe dichiarazioni nelle quali la presunta violenza veniva sminuita dal fatto che la vittima fosse transessuale o che, forse, svolgesse prestazioni sessuali retribuite. Poi, non essendoci ancora alcuna certezza in ordine a quanto avvenuto, sarà compito dell’Autorità Giudiziaria svolgere le indagini necessarie per stabilire se la denuncia è fondata o meno. Ma in ogni caso, credo che le condizioni, le qualità personali, l’orientamento sessuale °le semplici abitudini della presunta vittima non possono essere argomenti da cui trarre conclusioni». Dopo l’ispezione effettuata all’interno della struttura carceraria, anche della senatrice Ilaria Cucchi (Avs) ribadisce le criticità da lei evidenziate in precedenza, affidando ai social il proprio pensiero: «Quanto avvenuto oltre ad essere gravissimo è la dimostrazione evidente del fallimento totale dello Stato rispetto al sistema carcere. Punto primo: quella donna non doveva trovarsi nel carcere di Ferrara in quanto sprovvisto di un reparto adatto a lei. Punto secondo: la stessa detenuta nei giorni precedenti aveva denunciato la sua preoccupazione per la propria incolumità, denunce cadute nel vuoto.

Il Comune non si preoccupa minimamente di garantire la possibilità di un lavoro all’esterno e quindi di un reinserimento nella società. Rivolgo un appello al sindaco aggiunge la senatrice Cucchi affinché si adoperi in questo senso e magari la smetta di pensare che l’unica soluzione ai problemi dell’Arginone sia la realizzazione di nuovi padiglioni come sostiene anche il Senatore Balboni. Le criticità non si risolvono così». Sulla vicenda torna anche Anna Zonari (capogruppo in Consiglio La Comune) che stigmatizza le parole dell’ex direttrice del carcere dell’Arginone: «Quanto accaduto alla donna transgender detenuta nel carcere dell’Arginone è di una gravità inaudita. Una persona in custodia dello Stato è stata violentata da quattro uomini in una sezione maschile.

A rendere questa vicenda ancora più insopportabile sono le parole pronunciate dall’ex direttrice del carcere, Nicoletta Tosenni. Di fronte alla notizia della violenza, ha dichiarato: “Credo sia andato male il pagamento delle prestazioni”. Una frase gravissima, che tenta di screditare la vittima spostando la responsabilità. Un’affermazione inaccettabile perché pronunciata da chi ha ricoperto un ruolo istituzionale di rilievo. Parole cosl conclude la consigliera Zonari non dicono nulla sulla vittima. Dicono tutto sulla cultura di chi le pronuncia: una cultura tossica, maschilista, che nega la realtà della violenza. Parole indegne, che colpevolizzano, insinuano, sminuiscono. Chi ha avuto responsabilità dirette nella gestione di quella struttura dovrebbe esprimere vergogna, non cinismo. Dovrebbe chiedere scusa, non rilanciare insinuazioni». Infine interviene sul caso ferrarese anche Arcigay nazionale, tramite la segretaria Daniela Lourdes Falanga che condanna il presunto episodio: «Esprimiamo piena solidarietà alla vittima di questa violenza inumana. Quanto accaduto a Ferrara è il sintomo di un sistema carcerario che non riesce a proteggere le persone più vulnerabili».

LA NUOVA FERRARA: Diserbo chimico, si può fare meglio

Ambiente e sperimentazione per ridurre l’utilizzo dei PFAS

La risposta del vicesindaco Balboni alla nostra interrogazione sull’uso del diserbo chimico a Ferrara conferma alcuni dati interessanti, tra cui una riduzione progressiva seppur non lineare delle ore di diserbo chimico effettuate negli ultimi anni. Si tratta di un segnale positivo, che pert, va letto nel suo insieme: anche le ore di diserbo meccanico sono diminuite di circa 1.000 rispetto al 2021. Questo dato lascia intendere che mantenendo costante l’impiego delle tecniche meccaniche si sarebbe potuto ridurre ulteriormente l’uso di sostanze chimiche. Rileviamo con rammarico che nella risposta non si fa riferimento a un piano strutturato di progressivo superamento del diserbo chimico, come indicato sia nel contratto di servizio tra Comune e Ferrara Tua, sia dalle line guida regionali. Manca inoltre un approfondimento sui criteri utilizzati per l’impiego selettivo del diserbo chimico e sull’eventuale sperimentazione di alternative meno impattanti. La sostanza impiegata Flazasulfuron pur rientrando tra quelle autorizzate dalla Regione Emilia Romagna, appartiene alla categoria dei, sostanze persistenti per le quali la comunità scientifica e molte istituzioni stanno sollecitando massima cautela. La risposta non affronta it tema ne spiega perché sia stata scelta questa specifica molecola, ne se siano stati presi in considerazione principi attivi a minor impatto ambientale. Permangono infine alcune mancanze rispetto agli aspetti posti nella nostra interrogazione, in particolare riguardo alla valutazione dei rischi per gli animali domestici e per i gruppi vulnerabili della popolazione, che meritano attenzione e approfondimento. Riteniamo che sia doveroso da parte dell’Amministrazione costruire

una strategia di diserbo coerente con gli indirizzi regionali e nazionali, fondata su trasparenza, precauzione e progressiva riduzione dell’uso di sostanze chimiche. 11 tema della presenza dei PFAS nell’ambiente urbano e rurale sarà al centro della discussione anche nella seduta consiliare del 7 luglio, grazie alla mozione proposta dal nostro gruppo La Comune di Ferrara insieme alla civica Anselmo. Sara un’occasione utile per affrontare con serietà e spirito costruttivo una questione ambientale che ci riguarda tutti.

«Festa delle famiglie più ludica» Ma La Comune contesta ancora

La “nuova” Festa delle famiglie, a partire dal format sperimentato a mag­gio e in prospettiva futura, è «connotata da una natura lu­dica, ricreativa, laboratoria- le e socializzante, con l’inten­to di diventare un’occasione unica informale di apprendi­mento». Si è inoltre ritenuto opportuno «adottare anche una strategia comunicativa diversificata, affiancando ai canali tradizionali (come le newsletter) anche modalità innovative, volte ad intercet­tare in maniera più efficace e capillare i diversi target fami­liari presenti sul territorio». Così l’assessore Cristina Co­letti, nel rispondere ad un’in­terpellanza de La Comune, spiega perché «si è optato di demandare l’organizzazio­ne e la realizzazione degli eventi ad un soggetto terzo», che ha poi messo a punto tre giornate con 18 laboratori, 10 attività d’intrattenimento ed animazione, e due spetta­coli, «ad integrazione delle attività che vengono svolte dal Centro per bambini e fa­miglie, regolarmente attivo durante la festa». scelta del Comune, conclude Colet­ti, peraltro è «potenziare e ri­modulare le attività presenti nel Centro per le famiglie».

Insoddisfatta Anna Zonari (La Comune), «quasi 49mila euro per una festa senza ani­ma educativa. L’amministra­zione Fabbri ha affidato l’in­tera organizzazione della Fe­sta delle famiglie a un’agen­zia privata, escludendo i Cen­tri per le famiglie, le associa­zioni storiche e i volontari del territorio. Nessun proget­to pedagogico, nessuna pro­mozione dei servizi comuna­li». Zonari lamenta la manca­ta risposta ai sette quesiti, an­che sui criteri di scelta.

 

La Nuova Ferrara: Si a una via intitolata a Craxi, PD astenuto – Gulinelli “Sgarbi, nessun conflitto di interessi”

In 7 mostre prestate 28 opere di Ferrara Arte, senza erogare compensi.

Una comunicazione del presidente, tre interrogazioni a risposta immediata, un’interpellanza, due deliberazioni e nove ordini del giorno e mozioni. Seduta prevedibilmente intensa, ieri, del Consiglio comunale, anche prima dell’interruzione per i ProPal.

Quindi niente esame della situazione Spal come da documento Pd.

Argomento sensibile la mozione per l’intitolazione di una via, piazza o luogo pubblico a Bettino Craxi.

È stata presentata da Francesco Levato (Forza Italia) col supporto di Fratelli d’Italia, Lega e consigliere Francesco
Rendine (Civica Fabbri). La mozione è passata con 10 sì, 16 astenuti (il gruppo Pd) e 4 no (Marchi, Zonari, Poli e Fiorentini). Spiega Levato: «Craxi è stato una figura rilevante come statista e intellettuale per diffondere libertà e democrazia. Senza trascurare la lotta al
terrorismo e il contrasto alle mafie». Davide Nanni spiega i motivi dell’astensione del Pd:
«Sono passati 25 anni dalla morte di Craxi, giusto ricordare uno dei leader più noti.  Ma non va dimenticato fortemente odiato da una parte dell’opinione pubblica italiana. Uomo travolto dalle indagini “mani pulite” e che è fuggito in Tunisia per difendersi dai processi e non nei
processi. Ricordiamoci della corruzione diffusa e del finanziamento illecito dei partiti».

Un no secco giunge invece da Anna Zonari (la Comune): «La toponomastica è strumento potente per indirizzare la politica e la memoria collettiva. Craxi è una figura controversa e divisiva: pesa come un macigno la questione morale. Così che segnale di rinnovamento diamo?». E invece la mozione passa.

Attenzione successivamente indirizzata sul funzionamento delle poste di Ravalle: lo stabile deve essere ristrutturato. «Era un punto di riferimento per la comunità – spiega Francesco Rendine (Civica Fabbri) – se i lavori proseguiranno a lungo ci
sarà un grande disagio per i cittadini. Servono misure tampone». Sulle quali ha rassicurato l’assessora Cristina Coletti: «Abbiamo già avuto un incontro produttivo con i dirigenti di Poste Italiane, che ci hanno confermato la piena volontà di dare continuità al servizio. Terremo
monitorata la situazione».

Poi focus sull’interpellanza presentata da Zonari in merito a conflitto d’interessi tra la Fondazione Ferrara Arte ed il presidente Vittorio Sgarbi che è anche presidente della Fondazione Cavallini-Sgarbi: «Possono coesistere i due ruoli e quante opere
della Cavallini Sgarbi sono state esposte nelle proposte di Ferrara Arte? » è l’interrogativo. Le ha risposto Marco Gulinelli, assessore alla Cultura: «Le opere avute in prestito sono state 28, spalmate su 7 mostre. E non abbiamo erogato alcun compenso. Non c’è quindi mai stato un conflitto d’interessi».

Pug Ferrara, da area agricola a tessuto urbano e Zonari attacca: “Anomalie sui tempi, sono abusi?”

La consigliera: “Nel quadrante est possibili violazioni della legge regionale”. Sei trasformazioni da area agricola a tessuto urbanizzato, ecco quali

Leggi sul sito dìorigine

Ferrara «Abbiamo chiesto al sindaco che venga chiarito il processo decisionale che ha portato ad almeno 6 trasformazioni da area agricola a tessuto urbanizzato nel quadrante est di Ferrara. Nel complesso sono decine di ettari di terreno la cui urbanizzazione va in contrasto con l’obiettivo di ridurre il consumo di suolo. Vogliamo che sia fatta chiarezza su ciascuna di queste scelte di pianificazione urbana, comprenderne la loro logica ed esaminare attentamente il ruolo dei decisori politici nel dare forma a questi sviluppi potenzialmente in contrasto con le leggi regionali». L’annuncio è del gruppo consiliare “La Comune”, che ha deciso di verificare e approfondire alcuni aspetti del Piano urbanistico generale (Pug), approvato a dicembre 2024 dopo un percorso nel quale sono stati accumulati notevoli ritardi.

La presidente, Anna Zonari, ha presentato a questo scopo un’interpellanza nella quale si evidenziano segnalazioni anche riguardo a possibili violazioni della legge urbanistica regionale, la n. 24 del 2017, a causa dell’adozione di trasformazioni, con modifica del perimetro urbanizzato, e di frazionamenti di superfici. I casi segnalati nell’interpellanza fanno riferimento all’adozione di scelte con possibili effetti edificatori, concentrate in alcune aree della zona est.

L’atto chiede quindi al sindaco, Alan Fabbri, e al presidente del Consiglio comunale, Federico Soffritti, «qual è la motivazione, per ognuna delle aree indicate, per cui sono state trasformate da area verde, in genere agricola, ad area urbanizzata con il conseguente rischio di aumentare il consumo di suolo» e se «queste trasformazioni non siano in contrasto con la Legge regionale 24 del 2017». L’interpellanza chiede i nomi dei «referenti politici dell’amministrazione che hanno interloquito con i privati prima dell’assunzione della proposta di Pug» (l’ex assessore Lodi, ricorda Zonari, affermò di non essere stato lui il referente); e di sapere se i «frazionamenti di alcune aree trasformate da verdi a edificabili, molti mesi prima dell’assunzione della proposta di Pug in Consiglio comunale, prefigurino una possibile lottizzazione abusiva; se assessorati e uffici del Comune preposti, a fronte delle osservazioni/segnalazioni ricevute abbiano correttamente vigilato e agito sia rispetto al presunto non rispetto della legge regionale 24/2017, sia rispetto a presunti abusi edilizi; e perché nel sito del Comune non è indicato chi è il responsabile dell’ufficio di vigilanza». L’atto evidenzia l’anomalia di alcuni frazionamenti che sarebbero avvenuti su aree oggetto delle variazioni con notevole anticipo rispetto all’adozione finale del piano.

Tra i punti del territorio indicati ci sono «una frazione dell’area verde tra via Caldirolo e via Turchi, trasformata in Tessuto Urbano a media densità, prevedendo una possibile edificazione residenziale»; appezzamenti in via del Melo, «frazionamento che risulta registrato meno di 10 giorni dopo l’approvazione della proposta di Pug da parte della giunta, avvenuta a marzo 2024, nella quale l’area veniva trasformata in “Tessuto urbano di bordo ad alta permeabilità”»; altre suddivisioni di terreno in via Pioppa, «che risultano registrate meno di 10 giorni dopo l’approvazione da parte della giunta della proposta di Pug, con l’area trasformata in “Tessuto urbano di bordo ad alta permeabilità”». Movimenti molto anticipati, sottolinea Zonari, rispetto alla data di adozione del Pug da parte del Consiglio comunale, «avvenuta oltre 8 mesi dopo».

Ma le anomalie, secondo la consigliera di “La Comune”, si estendono ad «altre aree verdi, in genere aree agricole periurbane, nella zona est di Ferrara, incluse nel perimetro del territorio urbanizzato». Zonari sottolinea che la «trasformazione di aree verdi in “tessuto urbano di bordo ad alta permeabilità”», superfici «che concorrono a contrastare i cambiamenti climatici e i loro effetti sulla società umana e sull’ambiente, a ridurre i rischi naturali e a migliorare la qualità dell’ambiente urbano», comporta «un possibile aumento del consumo di suolo», in contrasto con gli obiettivi del Pug, finalizzati alla sua riduzione e a favorire interventi «orientati prevalentemente a promuovere ed incentivare il riuso e la rigenerazione del territorio già urbanizzato».

La Nuova Ferrara: Sgarbi e Ferrara Arte «Conflitto d’interessi?»

L’interpellanza della consigliera Anna Zonari (La Comune)
Presidente Al centro delle richieste ritorna la stretta collaborazione tra la Fondazione Ferrara Arte e con la Fonda-zione-Cavalli-ni-Sgarbi’ delle quali è presidente
Ferma II ruolo di Vittorio Sgarbi nella gestione dell’arte cittadina e i suoi collegamenti con la Fondazione Cavallini-Sgarbi, non-ché le sue recenti vicende giudiziarie, sono di nuovo al centro del discorso politico cittadino, con un’interpellanza che la consigliera Anna Zonari (La Comune) rivolge al sindaco Alan Fabbri. In particolare, Zonari indica un possibile conflitto d’interessi tra la carica di presidente della Fondazione Ferrara Arte, conferitagli dal sindaco nel 2019 e rinnovata nel 2024, e l’attività della fondazione che custodisce e gestisce la colle-zione delle opere della famiglia, alcune delle quali, in più occasioni, sono state esposte in mostre organizzate dalla stessa Ferrara Arte. Non si tratta di rilievi del tutto nuovi, vennero già sollevati sempre dalle minoranze nel corso della precedente consiliatura e ritenuti insussistenti sia dall’Amministrazione che al diretto interessato. Zonari, in ogni caso, chiede di conoscere quante opere della “Cavallini-Sgarbi” siano state esposte finora da Ferrara Arte, «il motivo per cui, anche fosse solo potenziale, un conflitto di interessi del prof. Vittorio Sgarbi, per le attività di rilievo imprenditoriale nel mercato d’arte, sue o della fonda-zione Cavallini Sgarbi di cui è presidente, non abbia prefigurato una incompatibilità con la carica di presidente di Ferrara Arte, in particolare quando Ferrara Arte organizza mostre con opere proprietà della Fon-dazione Cavallini-Sgarbi o del prof. Sgarbi odi suoi fa-miliari», e ancora «che provvedimenti ha preso o intenda prendere per la difesa di Ferrara Arte da ogni conflitto d’interesse»; «se ritenga che l’assessore Gulinelli o chi di dovere abbia esercita-to un’adeguata vigilanza rispetto ai potenziali conflitti di interesse in Ferrara Arte» e poi «se l’Amministra-zione è a conoscenza della mancata pubblicazione sul sito di Ferrara Arte delle dichiarazioni e attestazioni obbligatorie in materia di trasparenza ed entro quale termine si prevede di rendere disponibili i documenti online». La consigliera chiede che venga data risposta a questi (e ad alcuni altri quesiti presentati nella stessa interpellanza) in Consiglio comunale. •

Sul sito della fondazione mancano i documenti in materia di trasparenza