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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Inviato il:

5 Novembre 2026

Francesco Vigorelli

Un Paese alla rovescia: la Manovra 2027 da 26 miliardi

C’è un Paese in cui si dice che i soldi non bastano e poi si esenta dal bollo chiunque abbia un’auto
piccola; in cui il sostegno al ceto medio dura un anno, il tempo di arrivare alle urne, mentre si
riduce la rivalutazione delle pensioni. Un Paese governato alla rovescia.
È la Manovra 2027 da circa 26 miliardi: taglio IRPEF solo per il 2027 (al massimo 500 euro),
forfettario a 100.000 euro in un comparto ad alta evasione, pensioni medio-alte a pagare il
conto. Intanto mancano risorse adeguate per la sanità, quella pubblica ovviamente; nella
scuola ci sono quasi 7.000 posti in meno; casa, ricerca, infrastrutture e lotta all’evasione non
pervenute.
Qualche dettaglio. Il taglio IRPEF costa 1,43 miliardi e non tocca chi guadagna meno di 50.000
euro. Il forfettario sale a 100.000 euro, per circa 41.000 nuove partite IVA, in un comparto in cui,
secondo la Relazione MEF 2026, l’evasione IRPEF si aggira intorno al 60%. Le pensioni sopra i
2.447 euro lordi al mese perdono parte della rivalutazione: un risparmio per lo Stato di 1,48 miliardi
l’anno.
E le priorità? Il bollo gratis! Per sempre. Costa circa 2,3 miliardi l’anno: più del taglio IRPEF e
quasi quanto l’intero aumento del fondo sanitario nel testo, circa 2,4 miliardi contro i 3,4 annunciati.
Intanto si chiedono a Bruxelles margini per circa 14 miliardi, metà per la difesa.
Chi paga? Circa metà il deficit, il resto con prelievi temporanei su banche e assicurazioni (oltre 5
miliardi), su energetici e giochi, con la stretta sulle pensioni e con tagli ai ministeri.
E a Ferrara? Le opere finanziate dal PNRR ci sono, ma con quali risorse e quali organici
funzioneranno? Pensiamo al paradosso della scuola Manzoni. Il Comune spende circa 5,2 milioni,
tra fondi europei e propri, per abbattere la vecchia struttura e costruirne una nuova da 198 alunni,
mentre la vecchia ne ospitava 96. Intanto in altre primarie ferraresi, come la Guarini, la prima classe
è saltata per il secondo anno. Il governo, dal canto suo, taglia personale e fondi, e questo rischia di
pesare su tutte le strutture scolastiche su cui il Comune ha investito. Perfetta “distonia”.
E per i nidi la legge prevede, dal 2027, circa 1,1 miliardi l’anno ai comuni per la gestione:
basteranno?
Qualche numero su ciò che manca: l’Italia investe in ricerca l’1,38% del PIL, la media Ue il 2,24%.
L’evasione fiscale e contributiva del 2023 è stimata in 108-113 miliardi, oltre quattro volte la
manovra, eppure non si trova traccia di investimenti per rafforzare i controlli.
È troppo chiedere
• una politica industriale e del lavoro, per l’agricoltura e il commercio, energetica e per la
casa;
• più welfare e più risorse per ricerca, scuola e sanità pubblica;
• nessun aumento delle spese militari;
• una seria lotta contro l’evasione, un fisco più progressivo ed equo e meno agevolazioni per
cedolare secca e forfettari?
Sono prime valutazioni: ci ritorneremo una volta che la manovra sarà approvata definitivamente.


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