Skip to main content

La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Inviato il:

29 Giugno 2026

Francesco Vigorelli

A Ferrara si paga il conto di anni di scarsa programmazione

In questi giorni si torna a parlare del cuneo salino nel Po, dei problemi per l’agricoltura e degli investimenti, finalmente annunciati, per portare la rete fognaria in diverse frazioni del Comune.
È una buona notizia. Ma fa nascere anche una domanda.
Com’è possibile che nel 2026 ci ritroviamo ancora a discutere di problemi che conosciamo da decenni?
Il PNRR metteva a disposizione risorse anche per invasi, reti fognarie e depuratori. I tempi erano stretti e hanno premiato soprattutto chi aveva già i progetti pronti.
I progetti non si preparano quando esce un bando. Si preparano prima.
A Montalbano la rete fognaria ancora manca. Ma non è un caso isolato: anche Corlo, Correggio, Baura, Cona e altre frazioni hanno pagato per anni il ritardo nella realizzazione o nel collegamento ai depuratori.
Ben vengano gli oltre 230 milioni di euro di investimenti annunciati da Hera per la provincia di Ferrara, di cui più di 90 milioni destinati al servizio idrico. Sono risorse importanti. Ma viene spontaneo chiedersi quante delle opere che oggi salutiamo come grandi investimenti avrebbero dovuto essere realtà già da molti anni.
Fa un certo effetto scoprire che, nel 2026, ci siano ancora frazioni senza una rete fognaria completa.
Lo stesso vale per l’acqua. Continuiamo a parlare di siccità, di cuneo salino e della necessità di nuovi invasi come se fossero problemi comparsi all’improvviso. In realtà li conosciamo da decenni.
Eppure, quando sono arrivati i fondi del PNRR, i progetti sulle opere più necessarie non ‘erano.
E poi resta il tema delle priorità.
Per l’aeroporto San Luca si trovano milioni di euro pubblici – si parla di circa 8 milioni, forse anche qualcosa in più – così come per demolire e ricostruire la scuola Manzoni, con un costo lievitato rispetto alle previsioni, o per il Palazzone ed il magazzino di Marrara e altri edifici sui quali sono stati investiti milioni di euro senza che sia ancora chiaro quale sarà il loro utilizzo.
Per le infrastrutture essenziali, invece, si arriva sempre dopo.
La responsabilità non è solo del Governo nazionale. La scarsa programmazione viene da lontano.
A livello locale, dopo sette anni di amministrazione Fabbri, era lecito aspettarsi “qualcosa” di
più. E invece, al di là dei tanti “proclami”, i problemi strutturali del territorio sono ancora tutti lì.
Gli “annunci” non sono mancati. I risultati, molto meno.
È mancata soprattutto una visione. Perché amministrare, in questo caso, significa arrivare preparati quando si presenta un’occasione, non rincorrerla a colpi di annunci “roboanti” quando è già passata.
Signori Amministratori, è questa la differenza tra inseguire le emergenze e amministrare davvero.


Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *