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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

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17 Gennaio 2026

Enrico Beccarini

Il Petrolchimico di Ferrara nel nuovo assetto europeo

Intervento di Enrico Beccarini nell’incontro del 17 Gennaio 2026 presso la sala estense, organizzato dai sindacati CGIL-CISL-UIL per dibattere sul futuro del Petrolchimico di Ferrara

Buongiorno a tutti.

Intervengo a nome de La Comune di Ferrara in un momento che definiamo senza mezzi termini ‘di massima allerta’. Abbiamo analizzato i dati recenti relativi alla cosiddetta ‘European Footprint’ di AEQUITA, il fondo che ha rilevato asset strategici da LyondellBasell e SABIC. Quello che emerge è una mappa dell’Europa chimica dove l’Italia, e Ferrara in particolare, brillano per la loro assenza.”

mappa dei futuri impianti Lyondell in UE
mappa dei futuri impianti LyondellBasell e SABIC in UE

Il dato allarmante: l’isolamento dell’Italia La strategia di AEQUITA sembra chiara: consolidare un asse nord-europeo tra Germania, Paesi Bassi e Regno Unito. In siti come Geleen e Gelsenkirchen vengono confermati investimenti massicci su LDPE, HDPE e Polipropilene. Eppure, in questa visione di espansione che vale miliardi di euro, il polo di Ferrara non viene menzionato.

Mentre i siti tedeschi e olandesi di AEQUITA respirano grazie alla rete ARG, un’infrastruttura sovranazionale che garantisce flussi costanti e prezzi competitivi, Ferrara viene lasciata isolata. Non possiamo competere con giganti interconnessi se non facciamo dell’integrazione e del rilancio del Polo Natta 2.0 la nostra priorità nazionale.

Questo silenzio è inaccettabile. Non possiamo permettere che Ferrara diventi un satellite passivo di decisioni prese altrove, specialmente considerando che a livello europeo si registra un deficit strutturale di monomeri — etilene e propilene — che mette a rischio la sopravvivenza dei siti non integrati. A Ferrara già si sono verificate fermate negli impianti per mancanza o scarsa qualità dei monomeri.

L’identità di Ferrara: Eccellenza, non solo numeri.

Dobbiamo ricordare a questi nuovi attori industriali e al Governo che Ferrara non è un sito qualunque. Siamo la patria dei polimeri di Polipropilene (oggi sono il 25% della produzione mondiale di plastica). Qui la ricerca e la produzione hanno radici profonde che risalgono a Giulio Natta. Ignorare Ferrara significa ignorare il cuore tecnologico della chimica dei polimeri europea.

Ma non possiamo continuare a sbandierare l’eredità di Giulio Natta come unica risorsa, l’invenzione del Polipropilene risale al 1954 oltre 70 anni fa, e il mondo è andato avanti.

Le scadenze e il Polo Natta 2.0.

Non c’è più spazio per i rinvii. Il progetto Polo Natta 2.0, oggetto della nostra mozione che verrà presto discussa in consiglio comunale deve passare dalla carta ai cantieri . Abbiamo davanti a noi la sfida della Transizione 5.0 e, soprattutto, la scadenza improrogabile del 31 agosto 2026 legata ai fondi PNRR per l’innovazione.

Il Paradosso dei Fondi PNRR: I soldi ci sono, mancano i progetti. A chi dice che non ci sono risorse per la chimica, rispondiamo con i numeri. È vero, non esiste un capitolo ‘Chimica’ nel PNRR, ma esistono miliardi di euro destinati alla transizione dei settori Hard-to-Abate come il nostro:

  • Missione 2, Investimento 3.2: Ci sono 2 miliardi di euro per l’idrogeno verde nell’industria pesante. Ferrara potrebbe essere il centro di questa rivoluzione, sostituendo il metano con vettori energetici puliti.
  • Missione 4. Ricerca e Innovazione: L’Università di Ferrara (UNIFE) ha accesso a bandi come il PRIN PNRR (dotazione di 420 milioni) per progetti di ricerca biennali. Molti di questi progetti riguardano proprio i nuovi materiali e la chimica sostenibile, alimentando la parte “scientifica” del Polo Natta 2.0.
  • Contratti di Sviluppo: Esistono oltre 2,5 miliardi per la trasformazione industriale e le tecnologie a zero emissioni.

Il problema non è la mancanza di fondi, ma il fatto che la proprietà americana ed anche il nuovo attore tedesco non sembrano avere intenzione di presentarli per il sito di Ferrara. Non possiamo accettare che queste risorse tornino a Bruxelles perché le multinazionali decidono di investire solo nel Nord Europa.

Se le multinazionali presenti sul sito non presenteranno piani chiari di decarbonizzazione e ammodernamento entro questi termini, perderemo l’ultima occasione per rendere Ferrara attrattiva e sostenibile nel lungo periodo.

Le richieste de La Comune di Ferrara.

Per queste ragioni, come La Comune di Ferrara, chiediamo oggi tre cose precise:

  • Un tavolo urgente al MIMIT: Il Governo deve chiarire quali garanzie occupazionali e di investimento siano state discusse durante i passaggi di proprietà degli asset ex-SABIC ed ex-LYB.
  • Trasparenza sui piani di AEQUITA: Vogliamo sapere se Ferrara rientra nella loro strategia di lungo termine (al momento è ancora di proprietà di LyondellBasell) o se siamo destinati a una lenta dismissione (esempio: tecnologia Catalloy in licenza per la prima volta)
  • Un patto per la Chimica Verde: Trasformare il deficit di monomeri in un’opportunità, puntando sul riciclo chimico e sulle materie prime bio-based, sfruttando le competenze del nostro Tecnopolo.”
  • Centro di Sviluppo per la ricerca di polimeri avanzati per la cattura del carbonio (polimeri porosi, polimeri funzionalizzati con gruppi amminici e polimeri a scambio ionico).
  • Centro di Sviluppo per la ricerca di catalizzatori per la produzione di polimeri degradabili utilizzando le emissioni di CO2 come materia prima, come NOVOLOOP (D), o AVANTIUM (NL), HICCUPS Horizon Project (a cui partecipa anche UNIFE). o a ricreare parzialmente il processo di fotosintesi assorbendo la CO2 e ottenendo, in cambio, materie prime utili all’industria chimica. Tokyo Institute of technology.

Conclusione

La crisi della chimica europea non può essere pagata dai lavoratori ferraresi. Se l’Europa della chimica si muove, Ferrara deve essere in prima fila, non spettatrice di un declino scritto altrove. Domani saremo al fianco dei sindacati per ribadire che senza Ferrara, la chimica italiana ed europea perde un pezzo fondamentale della sua anima e del suo futuro.

Si possono fare un milione di cose nuove, ma parafrasando Albert Einstein: “Follia è fare la stessa cosa aspettandosi risultati differenti”.


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