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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Tag: Mobilità sostenibile

La Comune di Ferrara. Interrogazione sulla restituzione di fondi ministeriali per progettazioni non utilizzate nell’ambito del PUMS

Una interrogazione de La Comune di Ferrara pone interrogativi sulla restituzione di fondi ministeriali destinati a progettazioni chiave nell’ambito del PUMS Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che risultano non essere stati utilizzati.

Secondo la Determinazione 2025-935 del 12/05/2025, il Comune di Ferrara ha disposto la restituzione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti della somma di euro 33.336,00.

Questi fondi facevano parte di un finanziamento ministeriale complessivo di euro 195.000 destinato a diverse attività di progettazione legate al PUMS.

Tra le progettazioni finanziate, in particolare vi erano il Biciplan e campagne e azioni per la divulgazione dei contenuti del PUMS.
L’interrogazione evidenzia che, in merito a queste progettazioni specifiche, la rendicontazione ministeriale indica una spesa sostenuta pari a €0 per il progetto “Biciplan”, a fronte di un anticipo erogato di €15.000. Analogamente, per le “Campagne e azioni per la divulgazione dei contenuti del PUMS”, a fronte di un importo previsto di €15.000, la rendicontazione indica un importo speso pari a €0,00 e si segnala una somma di €7.500,00 non utilizzata.

Questo mancato utilizzo di fondi per aree considerate strategiche solleva preoccupazioni sullo stato di avanzamento di azioni fondamentali per il successo del PUMS.

Il Biciplan, infatti, è riconosciuto come un piano strategico specifico volto a promuovere l’uso della bicicletta e renderla una reale alternativa all’auto, migliorando la qualità della vita urbana. Allo stesso modo, le campagne di comunicazione e divulgazione sono considerate prioritarie per rafforzare il ruolo centrale della bicicletta e aumentare la consapevolezza dei cittadini sulla sua efficacia per la mobilità quotidiana.

Il contesto attuale, da dati forniti dallo stesso monitoraggio del PUMS, vede una riduzione dei decessi stradali (-20%) ma un aumento significativo dei feriti (+13,8%) tra il 2019 e il 2023. Questo rende ancora più urgente l’implementazione completa ed efficace di tutte le azioni previste dal PUMS, comprese quelle di educazione e sensibilizzazione.

L’interrogazione chiede pertanto al Sindaco e alla Giunta di fornire le ragioni specifiche e dettagliate per cui questi importi ministeriali non siano stati completamente utilizzati e restituiti, con particolare riferimento alla mancata spesa per la progettazione del Biciplan (€0,00 spesi) e alla somma non utilizzata per le campagne di divulgazione (€7.500,00).

 

La risposta dell’assessore Stefano Vita Finzi Zalman

Anna Zonari sul Biciplan all’assessore Vita Finzi

La strada giusta

Siamo veramente sulla strada giusta ?
È d’obbligo congratularsi con chi ha reso possibile un ottimo piazzamento per il progetto “Bici in comune”
per incentivare la mobilità alternativa e trasformarla in principale ma … in quale ambiente?
Con quale programmazione di sviluppo urbano ed extraurbano a breve, medio e lungo termine?
E Con quale integrazione dei sistemi di trasporto?
Ferrara crocevia del turismo lento
Ferrara si colloca in un ipotetico crocevia che ha potenzialità enormi ma che trova scarsa se non nulla risposta nelle infrastrutture dedicate al cicloturismo e nella pratica cittadina del trasferimento in bicicletta anche da paese a paese, da frazione a frazione.
Ben venga uno “sbocco a mare” per quanto già praticato tramite la ciclabile Ven-to (Venezia-Torino) e il successivo e progettato miglioramento verso Mesola (ma da tenere presente un aggancio molto interessante
con Goro e il Boscone della Mesola che aprono a sud e ai lidi fino a Ravenna).
Verso sud-est e Ravenna navigando nelle pagine delle bibliografie dedicate sembra che le piste ciclabili siano al 70 per cento condivise con altri mezzi di trasporto…
Ma anche lo sbocco verso sud e Bologna con la praticatissima via degli Dei che porta a Firenze e verso sud
ovest per Modena con la new entry via Vandelli che porta a Massa Marittima, voluta dagli Este, quindi storicamente importane (e che fa gridare Este Viva non solo a Ferrara ma anche a Modena e Massa, ma che noi ignoriamo completamente) la situazione non è migliore.
Verso Bologna non esistono ciclabili per uscire dalla città: siamo in attesa del progetto dei Comuni Terre del Reno che data 2020, ma tracce del progetto risalgono al 2014, e occorre arrivare a Malalbergo ed imboccare la Ciclovia del Navile per percorsi degni di questo nome.
Con l’avvento delle biciclette elettriche tutto cambia, non si puo solo pensare ad una gita in bicicletta ma prepararsi ad un turismo lento che vediamo già oggi in forte sviluppo e proveniente da tutta Europa e portatore di culture, valori ed educazioni diverse, che richiede le dovute risposte in coordinamento con i Comuni interessati sia in termini di sovrastrutture che in termini di accoglienza, servizi e accettazione da parte dei residenti.

E la Città delle biciclette ?
Parte dei fondi ricevuti andranno ad insegnare ai giovani di 1a, 2a e 3a elementare il valore etico e sociale della mobilità alternativa basata sull’impiego della bicicletta come mezzo di trasporto.
È ottima cosa creare l’imprinting per una buona abitudine nelle giovani leve, peccato che gli insegnamenti impartiti verranno immediatamente disattesi all’uscita delle scuole, quando i piccoli uomini saliranno sulle auto dei genitori, spesso parcheggiate in doppia fila, per tornare a casa in modo sicuro.
E per loro il muoversi in bicicletta sembrerà solo una lezione un po’ divertente, non un modello di educazione, non un valore in cui credere, perché seguiranno l’esempio avuto dalla famiglia.
Ma è anche comprensibile, nel danno sociale e ambientale che produce, perché se mancano le infrastrutture dedicate, piste sicure, comportamenti stradali sicuri, poi non si può pretendere che si applichino gli insegnamenti ricevuti.
A poco serve distribuire per la città isole di ricarica delle biciclette elettriche, costate un patrimonio e che giacciono sotto gli occhi di tutti, inutilizzate perchè obsolete (le batterie delle e-Bike consentono ormai trasferimenti ben più lunghi di un normale trasferimento sopportabile).
A poco servono tratteggi lungo arterie cittadine sovraccariche e condivise da tutti i sistemi di trasporto e che
portano i ciclisti ad usare marciapiedi come alternativa più sicura.
A poco servono manifestazioni sportive, per quanto utili alla salute, se non si ha il modo di applicare costantemente le buone pratiche della leggera/moderata attività fisica spostandosi in bicicletta per una città e un
territorio che non è ancora propriamente bike-friendly.
Quanto al turismo, siamo ancora in attesa dell’affidamento del Camping, ristrutturato da tempo c a spese
del Comune di Ferrara, ad un Gestore privato, nonostante la presenza di traditori cartelli stradali che fanno intendere sia aperto: non è una bella figura nei confroti dei turisti, soprattutto di quelli che praticano turismo
lento.
Forse sarebbe stato il caso di pensare da subito ad una gestione Comunale.
Teniamo il finale sospeso, immaginando che sia una prima puntata di una serie che veda come obiettivo Ferrara una vera Città delle biciclette, con la Cultura della bicicletta e non una città con le biciclette.
Perché vincere un premio è un evento eccezionale, non è la regola e nemmeno una certezza (e una strada) su cui fare affidamento per un cambiamento strutturale e soprattutto comportamentale.
Insieme si può fare.

Ferrara, città delle biciclette, per tutti

Alcuni giorni fa sulla stampa locale si è avuta la notizia che Il Comune di Ferrara ha partecipato e vinto l’avviso pubblico di portata nazionale “Bici in Comune”, confermando che la Giunta tiene in considerazione e persegue gli obiettivi di incentivare la mobilità ciclabile e l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile. Ciò, gli articoli sottolineano, è ovviamente possibile se si realizzano, in primis, progetti di riqualificazione e messa in sicurezza delle piste ciclabili. Bello anche pensare alla progettazione e organizzazione di eventi aggregativo-sportivi ciclistici che rimarcano un ciclo turismo inclusivo e accessibile a tutti.

Ferrara citta dele bicilette può diventare una realtà invidiabile. Come non esserne fieri?

Nei giorni immediatamente succcessivi si leggono però, sempre sui giornali locali, anche altre notizie: nel pomeriggio di mercoledì 30 aprile, poco dopo la rotonda di Via Caldirolo, mamma e figlia vengono investite mentre attraversano la strada, giovedì primo maggio in via Calzolai due motociclisti sbandano rimanendo feriti. La cronaca è sempre piena di questi fatti.

A titolo più personale ricevo, da amici, racconti di spaventi e pericoli vissuti nell’attravesare la città, per spostamenti quotidiani, per recarsi al lavoro, accompagnare i figli a scuola, fare la spesa, fare due pedalate.

Fiab e Caldirolo libera si sono molto attivate per sottolineare l’assenza di piste ciclabili (via Caldirolo dall’incrocio con via della Fornace fino alla rotonda di PortaMare di nuovo in pole position), piste ciclabili che ad un tratto spariscono (come da Barco alla città ) assenza di controlli, troppe auto e troppo veloci.

Esiste una Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime sulla Strada il che fa pensare istintivamente che il problema non è così indifferente.

Allora c’è da chiedersi come mettere insieme queste due anime incoerenti di Ferrara città delle biciclette? È bello sentire il Sindaco che afferma che “Ferrara sta diventando sempre più un esempio virtuoso di mobilità sostenibile non solo in Italia ma anche in tutta Europa”, ma come possiamo spiegare ai cittadini che se sei turista puoi vivere una esperienza culturale e naturalistica dedicata, protetta e sicura, ma se sei un’abitante del comune e scegli di usare la bici per i tanti motivi descritti, rischi la vita?

Questa duplicità si riscontra anche prendendo in considerazione i fondi destinati alle piste ciclabili urbane rispetto alle ciclovie turistiche, per entrambe comunque insufficienti.

Sappiamo che il nuovo Codice della Strada dà più libertà di circolare ai veicoli a motore (che secondo i dati Istat causano il 94% degli incidenti e il 98% dei morti); limita l’uso degli autovelox invece di limitare la velocità, prima causa di collisioni con morti e feriti gravi.

Sappiamo che nel nostro territorio si fanno iniziative encomiabili dedicate alla prevenzione, ma la consapevolezza dei cittadini non risolve la insufficiente realizzazione di aree pedonali, piste e corsie ciclabili, zone a traffico limitato e a basse emissioni, Probabilmente l’azione dei Sindaci è attualmente più limitata, ma proprio per l’orgoglio con cui abbiamo ricevuto la notiza del successo di Ferrara chiediamo al nostro primo cittadino di non desistere ed appianare questi aspetti ambigui e iniqui sull’uso delle biciclette perchè sia un costume quotidiano concreto e lodevole e non solo una medaglia da esibire.

Il PUMS: a che punto è il Piano per una Mobilità Sicura e Sostenibile a Ferrara?

La Sicurezza Stradale a Ferrara

La sicurezza stradale è cruciale per la qualità della vita dei cittadini di Ferrara, soprattutto per le categorie più vulnerabili. Purtroppo, i dati mostrano un alto livello di incidentalità, in particolare per ciclisti e pedoni.

Anche i dati ISTAT dell’ACI rivelano che la nostra Provincia è quinta in Regione per tasso di mortalità nonostante che siano di fatto diminuiti gli incidenti mortali dal 2021 al 2023. Negli stessi anni però gli incidenti risultano in netto aumento con conseguente aumento dei feriti coinvolti.

Considerando invece il solo territorio comunale nel corso del 2024 si sono verificati 561 incidenti con 8 morti e 717 feriti. (Fonte: Ferrara Today)

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), è stato approvato dal Consiglio Comunale di Ferrara nel dicembre 2019. Si tratta di uno uno strumento fondamentale per migliorare la mobilità urbana, la qualità dell’aria e la sicurezza stradale. Questo piano si propone di raggiungere obiettivi ambiziosi entro un orizzonte di 10-15 anni, con controlli regolari ogni due anni.

Il testo del PUMS a questo link del sito del Comune di Ferrara

https://www.comune.ferrara.it/

Obiettivi del PUMS

– Riduzione dell’incidentalità stradale: entro il 2030, il PUMS mira a ridurre del 50% gli incidenti stradali, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili come bambini, anziani, pedoni e ciclisti. L’obiettivo finale è quello di adottare una “Visione Zero Morti”.
– Miglioramento della sicurezza: il piano prevede interventi specifici per ridurre i conflitti e migliorare la sicurezza stradale, garantendo un sistema di viabilità efficiente e sicuro.

Azioni Concrete

Per raggiungere questi obiettivi, il PUMS prevede diverse azioni:
– Riqualificazione dei percorsi pedonali e messa in sicurezza degli attraversamenti.
– Educazione alla mobilità per promuovere comportamenti più sicuri.
– Implementazione di zone 30 e isole ambientali per ridurre la velocità e migliorare la qualità dell’aria.

A cinque anni dall’approvazione del PUMS la consigliera Anna Zonari de La Comune di Ferrara, in una interrogazione inviata alla Giunta e al Sindaco del Comune di Ferrara lunedì 27 gennaio 2025 pone le seguenti  importanti domande:

1. Stato di attuazione del PUMS: qual è lo stato attuale degli interventi previsti per la sicurezza stradale?
2. Monitoraggio degli obiettivi: sono stati effettuati i controlli periodici previsti? Quali strumenti sono stati utilizzati e quali sono i risultati principali?
3. Azioni per ridurre l’incidentalità: quali azioni concrete sono state intraprese per raggiungere l’obiettivo di riduzione del 50% degli incidenti entro il 2030?
4. Punti critici della rete stradale: quali sono i punti neri identificati e quali interventi sono stati programmati per migliorarne la sicurezza?
5. Partecipazione dei cittadini: come vengono coinvolti i cittadini e le associazioni nel processo di monitoraggio e attuazione degli interventi?
6. Disability Manager: è stato istituito il Disability Manager come previsto? Quali azioni ha intrapreso per garantire il diritto alla mobilità delle persone con disabilità?
7. Pianificazione futura: come si intende procedere per raggiungere gli obiettivi del PUMS nel breve, medio e lungo termine?
8. Utilizzo dei fondi: quanti fondi sono stati effettivamente spesi per le azioni del PUMS e come sono stati utilizzati?

La risposta a queste domande darà alla popolazione ferrarese utili informazioni sullo stato della sicurezza delle strade della città e del forese e sul processo di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini nelle fasi attuative e di monitoraggio.