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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Inviato il:

22 Dicembre 2025

Andrea Pieragnoli

L’insieme invisibile dei sentimenti, anche a Natale

C’è un insieme invisibile che precede tutti gli altri, e che trova la sua migiore espressione a Natale:
quello dei sentimenti.
Non appare nei censimenti, non compare nelle statistiche, non ha voce nei Consigli comunali né nelle analisi dei flussi elettorali.
Eppure è la matrice profonda di ogni gesto, di ogni scelta, di ogni conflitto.
Dentro questo insieme stanno i sentimenti dei giusti:
la fatica silenziosa di chi fa la cosa corretta anche quando nessuno lo guarda,
la cura quotidiana, lo scrupolo, la responsabilità non premiata,
i dubbi che accompagnano ogni decisione presa per altri.

Ma dentro ci stanno anche i sentimenti degli oppressi:
la frustrazione di chi non viene ascoltato,
la paura di chi attraversa la città sentendosi fuori posto,
l’umiliazione di chi non riesce mai a “stare al centro”,
la rabbia dei dimenticati, l’affanno dei precarizzati,
la malinconia di chi non si sente parte di nulla.
Questi sentimenti non fondano partiti, non scendono in piazza,
non occupano i notiziari.
Eppure, come una falda sotterranea, alimentano tutto ciò che avviene sopra.
Sono un insieme invisibile perché nessuna politica vuole davvero guardarli, né ammettere che l’infrastruttura emotiva della società sia ciò che la sostiene — o la sgretola.

Nunes direbbe che questo insieme è l’“atmosfera” in cui si muovono le forze politiche:
non è rappresentato, ma rappresenta;
non parla, ma condiziona ogni discorso;
non governa, ma decide.

I sentimenti non si vedono, ma si riconoscono:
si riconoscono negli sguardi sfuggenti dei pendolari,
nei sorrisi stanchi dei caregiver,
nei silenzi degli studenti a cui nessuno chiede come stanno,
nelle mani ferme di chi lavora senza potere,
nei gesti tesi dei giovani etichettati come “deviazione”.

Questi sentimenti non chiedono diritti speciali:
chiedono che il loro peso sia finalmente considerato parte della realtà politica,
non un ornamento o un ostacolo.
Perché ogni volta che un invisibile viene ignorato,
un sentimento si deforma, si indurisce, si chiude.

E ogni volta che un invisibile viene riconosciuto,
un sentimento si libera, si espande, ricostruisce legami.
L’insieme invisibile dei sentimenti è il più fragile e il più potente.
È la vera infrastruttura delle relazioni.
È ciò che può salvare una città dall’indifferenza
o farla precipitare nel rancore.
La politica che ignora i sentimenti resta retorica.
La politica che li comprende diventa comunità.
Soprattutto dopo Natale.

Per chi è interessato alla mie considerazioni sugli insiemi invisibili…

Gli insiemi invisibili e l’astensionismo (3)

Gli insiemi invisibii e le comunità esperienziali (2)

Gli insiemi invisibili: numeri, politica, potenza immanente (1)


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