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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Tag: emergenza abitativa

Grattacielo, centinaia di persone allontanate da casa: la sicurezza comincia dopo le ordinanze

COMUNICATO STAMPA

Tra l’11 e il 22 gennaio il Comune ha adottato quattro ordinanze di inagibilità che hanno riguardato le Torri A, B e C del Grattacielo, imponendo l’allontanamento forzato dei residenti per ragioni di sicurezza.
Si tratta di provvedimenti che, nel loro insieme, hanno già comportato o stanno per comportare una stima di circa 450 persone costrette a lasciare la propria casa, a tempo indeterminato.
Di fronte a numeri e conseguenze di questa portata, è inevitabile interrogarsi su come una città governa una situazione che non è più individuale, ma che investe direttamente profili di ordine pubblico, sociale e sanitario.
In questi giorni l’Amministrazione ha diffuso una narrazione secondo cui quella del Grattacielo sarebbe una vicenda esclusivamente privata: il Comune avrebbe fatto il suo dovere e ora tutto ricadrebbe sui proprietari e sui residenti, dal momento che l’inagibilità sarebbe conseguenza di inadempienze note da anni e che avrebbero potuto essere affrontate per tempo.
È vero che le cause dell’inagibilità derivano da inadempienze private.
Ma è altrettanto vero che questa situazione era nota all’Amministrazione da anni e che l’ordinanza più recente è stata emessa a seguito di un verbale dei Vigili del Fuoco che riprende prescrizioni già trasmesse a Sindaco e Prefetto due anni fa.
Su questo sarà necessario accertare perché, in un arco temporale così lungo, non si sia attivato un adeguato monitoraggio.

Rimango però sul punto che oggi mi appare più urgente, e che non è una questione di opinioni politiche, ma di coerenza con quanto prevede la legge.
Dal momento in cui il Sindaco interviene con ordinanze per ragioni di sicurezza pubblica e impone alle persone di lasciare la propria casa, la questione cessa di essere privata e diventa una responsabilità pubblica.
Questo non è un giudizio politico: è quanto prevede il Testo Unico degli Enti Locali. L’articolo 54 attribuisce al Sindaco, quando interviene per tutelare l’incolumità pubblica e la sicurezza, non solo il potere di adottare provvedimenti urgenti, ma anche la responsabilità di governarne le conseguenze, proprio perché quegli atti incidono direttamente sulla vita delle persone.

Quando un’Amministrazione ordina lo sgombero di un edificio perché lo ritiene pericoloso per l’incolumità delle persone, non sta semplicemente esercitando un controllo su un immobile privato: sta utilizzando un potere straordinario che l’ordinamento collega a una responsabilità pubblica piena.
Dire “abbiamo fatto tutto e ora tocca ai privati” non è sufficiente.
Governare una situazione di questo tipo significa, ad esempio:
• sapere quante persone sono coinvolte e in quali condizioni;
• coordinare i servizi sociali e abitativi per evitare che qualcuno resti senza un tetto;
• prevedere soluzioni transitorie per chi non ha alternative immediate;
• mantenere un presidio istituzionale e un’interlocuzione costante con le autorità competenti, a partire dalla Prefettura;
• prevenire che una crisi abitativa si trasformi in un problema di ordine pubblico e di grave disagio sociale.
Tutto questo non significa sostituirsi ai privati, né assumersi responsabilità che non competono al Comune, né tantomeno pagare i lavori al posto dei proprietari.
Significa fare ciò che la legge prevede quando si interviene per ragioni di sicurezza pubblica: assumere il governo delle conseguenze.

Per queste ragioni, come consigliera comunale, ritengo doveroso richiamare con forza l’Amministrazione alla coerenza tra i poteri esercitati e le responsabilità che ne derivano, raccomandando che questa fase venga gestita come una questione pubblica, con una regia chiara, un coordinamento effettivo e un’assunzione piena di responsabilità istituzionale.

Anna Zonari
Consigliera comunale

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palestra adattata a ricovero sfollati dal grattacielo

Question time su emergenza abitativa – torre B del grattacielo

Al Sindaco di Ferrara

Premesso che

– a seguito dell’incendio che ha interessato la Torre B del grattacielo di via Felisatti 5, nella
notte tra sabato 11 e domenica 12 gennaio, si è resa necessaria l’evacuazione di circa
200 persone, attualmente impossibilitate a fare rientro nelle proprie abitazioni, a tempo
indeterminato;
– tra le persone sfollate vi sono decine di nuclei e singoli che vivono e lavorano
regolarmente a Ferrara, titolari di contratti di locazione o proprietari di appartamenti, che
contribuiscono ordinariamente alla vita economica e fiscale della città;
– in data 18 gennaio è stata dichiarata conclusa la fase di emergenza e le persone
ospitate al Palapalestre hanno dovuto lasciare la struttura, nonostante circa 40 di queste
non avessero una sistemazione alternativa in cui alloggiare;
– ai sensi dell’art. 50 del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), il Sindaco è autorità sanitaria locale ed
è responsabile della tutela della salute e dell’incolumità pubblica dell’intera comunità
cittadina;
– il Sindaco ha annunciato pubblicamente che, superata la fase del primo soccorso, il
Comune avrebbe lavorato per supportare le persone sfollate nella ricerca di soluzioni
abitative alternative, anche attraverso interlocuzioni con il mercato privato degli affitti;

Considerato che

– alcune situazioni di particolare fragilità (nuclei familiari con minori, persone anziane e
persone con disabilità) risultano essere state prese in carico da ASP – Azienda Servizi alla
Persona;

– dalle informazioni disponibili, non risulta sia stata fatta una valutazione “caso per caso”
delle condizioni economiche e abitative di tutte le persone evacuate dalla Torre B;
– tra le persone evacuate vi sono soggetti che, pur non rientrando ordinariamente in
condizioni di “fragilità” tali da richiedere la presa in carico dei servizi sociali, si trovano, a
seguito dello straordinario evento in atto, nell’impossibilità di sostenere interamente i costi
di una sistemazione abitativa alternativa a prezzi di mercato (notoriamente alti);
– il numero dello Sportello Sociale Unico Integrato indicato dall’Amministrazione come
riferimento per le situazioni di emergenza risultava attivo esclusivamente tramite
segreteria telefonica, rendendo di fatto difficoltoso l’accesso a un supporto immediato;

Considerato inoltre che

– dal momento dell’evacuazione della torre B, la gran parte degli sfollati hanno trovato
ospitalità temporanea da amici o parenti;
– le persone che sono state costrette a lasciare il Palapalestre, nonostante non avessero
una sistemazione alternativa, sono state ospitate temporaneamente in strutture messe a
disposizioni da associazioni e privati cittadini;

INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA

per sapere:
in cosa consistita concretamente l’intermediazione annunciata dal Comune a favore
delle persone sfollate dal grattacielo non rientranti nei nuclei fragili: quali strumenti
operativi siano stati attivati, quante persone ne abbiano effettivamente beneficiato finora e
con quali esiti,  se l’Amministrazione comunale abbia interpellato la Regione Emilia-
Romagna per essere coadiuvata, nell’ambito delle rispettive competenze, nella ricerca e
nell’attivazione di soluzioni abitative adeguate per le persone sfollate.

palestra adattata a ricovero sfollati dal grattacielo

COMUNICATO STAMPA URGENTE EMERGENZA GRATTACIELO: la minoranza ha chiesto formalmente la proroga dell’emergenza e delle misure di accoglienza

Come consigliere e consiglieri comunali, presidenti dei gruppi consiliari di minoranza, abbiamo appena inviato via PEC una richiesta formale e urgente al Prefetto di Ferrara e al Sindaco per chiedere la proroga della fase emergenziale e delle misure di accoglienza attualmente in essere, a seguito dell’incendio che ha interessato la Torre B del grattacielo di via Felisatti 5 nella notte tra l’11 e il 12 gennaio.

L’evento ha reso necessaria l’evacuazione di circa 200 persone, tuttora impossibilitate a fare rientro nelle proprie abitazioni a tempo indeterminato. Dal 12 gennaio il Palapalestre è stato individuato come struttura di accoglienza emergenziale, ma la cessazione dell’accoglienza è prevista per la giornata di domani, 18 gennaio.

Nel frattempo, l’ingresso della Torre B risulta sigillato e sono in corso ulteriori verifiche tecniche; non può inoltre escludersi l’estensione di provvedimenti anche alle Torri A e C del complesso, circostanza che rende incerti sia i tempi di rientro sia l’estensione complessiva degli sgomberi.

Nella richiesta si evidenzia come numerose persone accolte non dispongano, allo stato attuale, di soluzioni abitative alternative immediate. Alcune hanno inoltre segnalato difficoltà oggettive nell’accesso a locazioni temporanee sul mercato privato, anche in ragione del brevissimo tempo avuto a disposizione. A fronte di ciò, la cessazione dell’accoglienza comporterebbe il rischio concreto e immediato di persone prive di alloggio, con evidenti ricadute sociali, sanitarie e di ordine pubblico.

Pur prendendo atto dell’intenzione annunciata dal Sindaco di attivare interlocuzioni con il mercato privato e con strutture ricettive, non ci risulta tali attività siano state avviate e comunque richiedono tempi tecnici non compatibili con l’immediata chiusura della fase emergenziale.

Per questi motivi,chiediamo:

la proroga dell’accoglienza presso il Palapalestre almeno fino a quando non sarà definito un quadro chiaro sugli esiti delle verifiche tecniche e sui tempi di rientro;

in alternativa o in subordine, la valutazione dell’allestimento di una soluzione di accoglienza strutturata di Protezione Civile;

il coinvolgimento pieno della Protezione Civile e della Regione Emilia-Romagna, affinché la gestione dell’emergenza non ricada esclusivamente sull’Amministrazione comunale;

la garanzia che la cessazione dell’accoglienza avvenga solo a fronte di soluzioni abitative effettive e verificabili, evitando che l’emergenza venga di fatto scaricata sulle singole persone o sul solo volontariato.

In una situazione caratterizzata da incertezza tecnica e da possibili ulteriori sviluppi, si richiama il principio di precauzione e di responsabilità istituzionale: l’emergenza non può dirsi conclusa per atto amministrativo finché permangono le condizioni che l’hanno determinata.

Presidente del Gruppo consiliare La Comune di Ferrara
Anna Zonari
Presidente del Gruppo consiliare Partito Democratico
Anna Chiappini
Presidente del Gruppo consiliare Civica Anselmo
Fabio Anselmo
Presidente del Gruppo consiliare Movimento 5 Stelle
Marzia Marchi

Richiesta urgente di proroga della fase emergenziale e delle misure di accoglienza – grattacielo via Felisatti

palestra adattata a ricovero sfollati dal grattacielo

GRATTACIELO: L’EMERGENZA NON FINISCE IL 18 GENNAIO

Quello che sta emergendo in queste ore era, purtroppo, facilmente prevedibile. E infatti la mia interrogazione depositata ieri non appare “profetica”: appare fondata.
Apprendiamo che il tavolo della Prefettura, con una riunione di ieri, ha deciso che il Palapalestre, allestito per la prima accoglienza, verrà chiuso entro il 18 gennaio. Formalmente è la fine della fase di emergenza. Ma sostanzialmente il messaggio rischia di essere un altro: l’emergenza pubblica finisce qui, da ora diventa un problema individuale.
Il punto è semplice: la chiusura del Palapalestre non coincide con la fine dell’emergenza. I tempi di rientro non sono certi, e tutto lascia pensare che possano essere molto più lunghi dei 30 giorni stimati nell’ordinanza dello scorso 11 gennaio, anche perché lo scenario si sta allargando, non restringendo: non solo Torre B, ma interrogativi pesanti anche sulla Torre A e sull’intero complesso, che comprende anche la Torre C (in molti non ci fanno caso, ma tra la torre A e la torre B di 20 piani, ce n’è una terza di 10 piani).
Non so stimare di quante centinaia di persone stiamo parlando. Faccio i conti della serva: 200 gli sfollati dalla torre B; se si rendesse necessario dichiarare inagibili anche la torre A e C, potrebbero aggiungersi 300 persone e in totale andiamo a 500!!
In questa situazione, il Comune continua a dire che darà “supporto nella ricerca” di alloggi sul mercato privato e rimanda allo Sportello Unico per i casi di particolare fragilità. Ma così si copre solo una parte del problema!
Si riduce l’emergenza a un problema assistenziale, non abitativo,
ignorando la fascia “grigia”, che non va in carico ai servizi sociali, ovvero lavoratori poveri, affittuari, famiglie con un solo reddito.
Esiste una fascia ampia di persone e famiglie che non sono in carico ai servizi sociali nell’ordinario, ma che nello straordinario non possono permettersi un secondo affitto o una sistemazione alternativa per settimane o mesi.
Scaricare il problema sul mercato privato in una città dove esiste già una emergenza abitativa e dove i prezzi nel mercato libero sono alle stelle, suona molto come “Rangev”!
Non è in discussione la natura privata dell’immobile: è in discussione la gestione pubblica di uno sfollamento di queste dimensioni, in un contesto di criticità note da anni.
L’emergenza non finisce con lo smontaggio delle brande. Finisce quando si garantiscono soluzioni dignitose, sostenibili e realistiche alle persone coinvolte.
Mi rimane un dubbio molto spinoso: se in quel grattacielo non abitasse una percentuale così alta di popolazione migrante, non fosse da anni il simbolo del degrado cittadino, questa emergenza verrebbe gestita allo stesso modo?
Ripropongo allora quello che già ho detto nella interrogazione depositata ieri: serve che il Comune si assuma la responsabilità di garantire soluzioni temporanee reali.
Attivando subito convenzioni con strutture ricettive e soluzioni abitative temporanee, con criteri trasparenti e limitati nel tempo, per tutte le persone che non possono rientrare a casa e non sono in grado di sostenere da sole un secondo alloggio.
Parallelamente, serve aprire un tavolo pubblico sul futuro dell’intero complesso del grattacielo (Torri A, B e C), perché è evidente che non siamo di fronte a un’emergenza di pochi giorni, ma a un problema strutturale che richiede scelte coraggiose e non rinviabili.

Anna Zonari

palestra adattata a ricovero sfollati dal grattacielo

Interrogazione su emergenza abitativa a seguito dell’incendio nel grattacielo

Emergenza abitativa alla Torre B: depositata interrogazione urgente

In relazione all’evento che ha interessato la Torre B del grattacielo e che ha reso necessaria l’evacuazione di circa 200 persone, ho depositato un’interrogazione urgente rivolta al Sindaco e alla Assessora alle Politiche Sociali.

L’atto nasce dalla necessità di fare chiarezza sulle misure che l’Amministrazione intende adottare nella fase successiva alla prima emergenza, considerato che circa 65 persone evacuate sono tuttora ospitate presso il Palapalestre e che l’ordinanza sindacale dell’11 gennaio prevede il divieto di utilizzo dell’edificio per almeno 30 giorni.

La prima accoglienza è stata necessaria e doverosa, pur non essendo stata esente da criticità. Tuttavia, le condizioni proprie dell’emergenza non possono protrarsi a lungo, soprattutto in presenza di nuclei familiari con minori e di persone con limitazioni motorie, e alla luce della non adeguatezza della struttura comunale che ospita, in un unico ambiente, 65 persone, di cui una percentuale significativa di sesso femminile.

È importante interrogarsi ora su come gestire il periodo che si apre, anche nell’ipotesi che i tempi di rientro si allunghino. Occorre inoltre considerare che, accanto alle persone già prese in carico dai servizi competenti, possono esservi persone e famiglie che, pur non rientrando ordinariamente in condizioni di disagio sociale, si trovano oggi nell’impossibilità di sostenere autonomamente i costi di una sistemazione abitativa alternativa per un periodo prolungato.

L’interrogazione chiede quindi se il Comune stia valutando strumenti straordinari, ’atto nasce dalla necessità di fare chiarezza sulle misure che l’Amministrazione intende adottare nella fase successiva alla prima emergenza, considerato che circa 65 persone evacuate sono tuttora ospitate presso il Palapalestre e che l’ordinanza sindacale dell’11 gennaio prevede il divieto di utilizzo dell’edificio per almeno 30 giorni e se il Comune stia valutando o abbia già avviato l’attivazione di convenzioni temporanee con alberghi, residence o altre strutture ricettive o comunque idonee, prevedendo una copertura diretta o parziale dei relativi costi in favore delle persone evacuate che, pur non rientrando ordinariamente in situazioni di disagio sociale, si trovino nello straordinario evento in atto nell’impossibilità di sostenere autonomamente una sistemazione abitativa alternativa per un periodo prolungato.