Anna Zonari de La Comune di Ferrara interroga il Comune a proposito delle persone senza dimora
Introduzione. Il cuore del problema
Anna Zonari, a nome del gruppo “La Comune di Ferrara”, ha presentato l’interrogazione PG 153051/2026 per chiedere risposte urgenti sulla gestione delle persone in stato di povertà estrema.
Con la fine dell’emergenza invernale, il sistema di accoglienza sembra aver subito una battuta d’arresto, lasciando molti cittadini fragili senza alternative.
Questo documento nasce per garantire che la trasparenza amministrativa si traduca in protezione sociale effettiva per tutti.
L’attuale situazione di crisi è il risultato di una serie di passaggi istituzionali che meritano un’analisi attenta.
Cronistoria degli eventi (Aprile – Agosto 2026)
Di seguito si ricostruisce la successione temporale dei fatti che hanno condotto all’attuale crisi del sistema di accoglienza cittadino.
La vicenda ha origine il 2 aprile 2026, con un’interrogazione volta a segnalare il fallimento della gara d’appalto indetta da ASP Ferrara per i servizi di accoglienza, andata deserta. Tale segnale d’allarme evidenziava già allora la fragilità della rete di protezione sociale.
Il 4 maggio 2026, l’Assessora alle Politiche Socio-Sanitarie rispondeva formalmente rassicurando il Consiglio: nonostante il bando deserto, ASP avrebbe garantito l’accoglienza attraverso percorsi di co-progettazione con il Terzo Settore e affidamenti diretti. In quel periodo, il servizio del “Piano Freddo” veniva prorogato oltre la scadenza invernale.
Tuttavia, con la chiusura definitiva del dormitorio di via XX Settembre avvenuta nelle scorse settimane, le promesse di continuità sono venute meno. La cessazione del servizio ha provocato l’immediato riversamento in strada di numerose persone, senza che venisse offerta loro un’alternativa concreta. Nuove sacche di marginalità estrema sono così emerse in Piazza Travaglio, Porta Reno e Porta Paola, dove si sono concentrati ex ospiti della struttura insieme ad altri soggetti fragili.
La risposta dell’Amministrazione si è manifestata attraverso una serie di blitz della Polizia Locale nelle serate del 28 luglio, 31 luglio e 2 agosto 2026. Durante questi interventi, le persone sono state allontanate dai loro giacigli di fortuna senza il supporto dei servizi sociali e senza indicazioni su dove trovare rifugio, se non attraverso suggerimenti informali di spostarsi verso aree marginali della città.
Le criticità rilevate e le considerazioni politiche
L’analisi dei fatti evidenzia un fallimento sistemico della rete di protezione sociale comunale, sintetizzabile nei seguenti punti:
• Spostamento forzato e “mero spostamento”: L’invito rivolto dalla Polizia Locale a trasferirsi nell’area del sottomura non costituisce una soluzione, ma un “mero spostamento” del problema. Tale zona, isolata e scarsamente illuminata, espone i soggetti fragili a rischi elevatissimi legati al consumo di sostanze, a episodi di conflittualità e a potenziali aggressioni, aggravando la loro insicurezza.
• Gestione punitiva della povertà: La trasformazione di un problema sanitario e sociale in una questione di ordine pubblico rappresenta un approccio ideologico che ignora i diritti fondamentali della persona.
• Assenza di coordinamento istituzionale: Si registra una totale mancanza di sinergia operativa tra le forze dell’ordine e i servizi specialistici (ASP, Unità di strada, SerDP). La Polizia Locale sembra agire come risposta sostitutiva alla carenza di posti letto.
• Responsabilità del Comune: È inaccettabile che persone precedentemente inserite in percorsi pubblici vengano abbandonate in strada. Il passaggio diretto dal dormitorio al marciapiede rappresenta una violazione del dovere di assistenza dell’Amministrazione e di ASP.
Le 13 domande al Sindaco e alla Giunta
Gestione Dormitorio e Posti Letto
• In quale data è cessato il servizio in via XX Settembre? Quali sono le ragioni della chiusura e chi ha preso questa decisione?
• Quante persone erano ospitate al momento della chiusura e quali soluzioni concrete e accessibili sono state offerte a ciascuna di esse?
• È possibile sapere quante delle persone che oggi dormono tra piazza Travaglio e Porta Reno erano precedentemente ospiti del dormitorio chiuso?
• Quali alternative avete previsto per chi ha bisogno di un posto letto in estate, dopo la fine del Piano Freddo?
• Quanti posti letto di accoglienza notturna sono effettivamente disponibili oggi a Ferrara, in quali strutture e quanti di questi sono realmente liberi?
Interventi in Strada e Ruolo della Polizia
• L’Amministrazione conferma gli interventi della Polizia Locale a fine luglio e inizio agosto? Quante persone sono state allontanate in totale?
• È vero che è stato suggerito di spostarsi nel sottomura? Chi ha dato questa indicazione e come è stata valutata la sicurezza di quell’area per il pernottamento?
• Perché durante gli interventi non sono stati coinvolti ASP, i Servizi Sociali, l’Unità di strada o il SerDP per offrire assistenza immediata?
• Esistono direttive scritte che obbligano la Polizia Locale a coordinarsi con i servizi sociali e sanitari quando interviene su persone senza dimora?
• Sono stati emessi provvedimenti ufficiali come sanzioni, multe o ordini di allontanamento? Se sì, verso quante persone?
Strategia e Trasparenza
• In quali tavoli di coordinamento si decidono questi interventi? Qual è il ruolo della Polizia Locale rispetto ad ASP, servizi sanitari e Terzo Settore?
• Come ritenete compatibile l’attuale situazione in strada con le rassicurazioni fornite dall’Assessora il 4 maggio 2026 (PG 68239)?
• Qual è la strategia della Giunta per garantire un sistema di accoglienza dignitoso tutto l’anno, evitando che la fine dei servizi invernali si trasformi in un abbandono forzato in strada?
Conclusione. Il diritto a una città che non esclude
Chiediamo all’Amministrazione di Ferrara di dimostrare che la sicurezza urbana passa innanzitutto attraverso la protezione dei più deboli, garantendo dignità e percorsi di recupero anziché semplici ordini di allontanamento.



