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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

1 Ferrara città inclusiva, giusta, solidale e sicura

Una Ferrara a misura delle persone che la abitano e che la attraversano, che non teme le differenze e promuove la giustizia sociale favorendo il rispetto e il pieno sviluppo di ciascun cittadino/a. Che si impegna a contrastare ogni forma di molestia e discriminazione basate su genere, disabilità, nazionalità, confessione religiosa, orientamento sessuale, identità di genere, età…
Una città sicura per tutte e tutti, che non sottovaluta le paure ma nemmeno le ingigantisce. Che investe in prevenzione, partecipazione e progettazione per ridurre al minimo gli interventi emergenziali. Una città che pratica l’amministrazione condivisa per ridurre le diseguaglianze attraverso co-programmazione e co-progettazione.

AMMINISTRAZIONE GIUSTA
FORUM PER L’UGUAGLIANZA E LE DIVERSITÀ
Creazione di un Forum permanente che funga da osservatorio sui bisogni dei soggetti a maggior rischio di discriminazione, e insieme da laboratorio di pratiche e azioni congiunte di comunicazione, sensibilizzazione e formazione (anche interne all’Amministrazione) per prevenire e contrastare disuguaglianze e stereotipi, collaborando con le organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti e con le istituzioni scolastiche.
• Promuovere l’attivazione del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione presieduto dalla Prefettura (decreto del Presidente della Repubblica n.394/1999) che, in stretta sinergia con gli altri soggetti presenti sul territorio – istituzionali e non – raccolga le diverse problematiche locali connesse al fenomeno migratorio e favorisca la costruzione di soluzioni condivise.
• Istituzione di un Protocollo di carattere provinciale con a capofila il Comune di Ferrara per coordinare, supportare e mettere in rete in modo integrato i servizi e le istituzioni che operano nel campo dell’immigrazione a favore della coesione sociale.
LINGUAGGIO E COMUNICAZIONE
Promozione dell’utilizzo consapevole e non discriminatorio del linguaggio interno e della comunicazione esterna della Pubblica Amministrazione.
In tutta la documentazione destinata alla cittadinanza il linguaggio dovrà essere inclusivo (evitando il maschile sovra esteso), evitare ingiustizie e prevedere, in riferimento al sesso/genere, la dicitura “altro”.
PIANI DI ZONA
Ripristinare i Piani di Zona, intesi come spazi permanenti per l’attivazione di un sistema di servizi integrati in cui Servizi Pubblici, Terzo Settore e società civile, ma anche mondo imprenditoriale e Università, possano generare osservatori, competenze e visioni, riconoscendo e valorizzando le risorse senza mai perdere di vista la centralità della persona.
SERVIZI SOCIALI
Investire sulle figure professionali necessarie, rafforzando e stabilizzando gli organici e prevedendo una formazione interna, anche in collaborazione con il Terzo Settore, per dare continuità agli interventi e incrementare l’efficacia dei processi di cambiamento.
MEDIAZIONE
Aumentare il personale dei servizi di mediazione interculturale e di mediazione sociale territoriale con l’intento di promuovere la reciproca conoscenza e comprensione e di favorire i rapporti positivi fra soggetti di culture diverse.
NO CPR
Opporsi a qualsiasi progetto di creazione dei Centri Permanenza Rimpatri in quanto luoghi disumani, privi di tutela legale e di cure mediche adeguate.
ACQUA, LUCE, GAS
Raggiungere intese con le Aziende per introdurre una moratoria, affinché a nessun utente vengano interrotte le forniture essenziali qualora non fosse in grado di pagare le bollette.
PIANO LOCALE CONTRO LA POVERTÀ E L’EMARGINAZIONE
Stilare un protocollo per una rete di servizi integrati con il Terzo Settore, le parrocchie e i centri di ascolto delle Caritas, perché si coordinino al fine di contrastare l’esclusione sociale, la povertà, la solitudine e l’isolamento.
GIOVANI E FRAGILI
Ricercare sinergie con il mondo del credito, fondamentale per sostenere in particolare le persone giovani e quelle fragili.

SICUREZZA
• Desideriamo una città sicura, in cui tutte e tutti, ad ogni età, possano sentirsi sicure/i. Per questo è necessario lavorare contemporaneamente in più direzioni.
Ripensare la città a partire dalla relazione tra spazi pubblici e vita, tra tempi quotidiani e aspettative di benessere, tra natura e città, orientandola verso un nuovo modello di convivenza e di progettazione urbana a misura di tutte e di tutti.
• Implementare i settori legati alla sicurezza tramite nuove assunzioni, aggiornamento del personale e innovazioni organizzative. Investire sui tre pilastri: Prevenzione, Progettazione e Partecipazione, per ridurre al minimo l’approssimazione e la provvisorietà degli interventi emergenziali.
Illuminazione adeguata, che renda sicure le strade e le piazze.
• Promuovere la cittadinanza attiva e la socialità nei quartieri per incrementare la vigilanza, la coesione sociale e la cura della propria comunità.
• Riattivare la figura del “vigile di quartiere” (così come quella del poliziotto o carabiniere di quartiere) con funzione di agente di prossimità sul territorio dedito all’ascolto delle persone.
• Introdurre il “Controllo di vicinato”, coordinato e sostenuto dalle Forze di Polizia, come strumento di prevenzione e per aumentare la percezione di sicurezza: i cittadini e le cittadine attenzionano responsabilmente il proprio quartiere e segnalano alle Centrali Operative delle Forze di Polizia eventuali anomalie.
Implementare il trasporto pubblico nelle fasce orarie serali, in particolare quello dei tragitti periferia/centro; stipulare convenzioni con i taxi perché le donne possano godere di tariffe agevolate in orario notturno; rendere gratuito il trasporto pubblico per le persone fragili e prive di sostegni sociali.
Corsi di autodifesa.
Contrastare la profilazione etnica evitando, nella gestione delle politiche di sicurezza, atteggiamenti pregiudiziali e discriminatori nei confronti di qualsiasi membro o gruppo facente parte della comunità.

DIRITTI E CITTADINANZA
• FERRARESI DAL PRIMO GIORNO
Inserire nello Statuto Comunale il principio dello “Ius Soli” e conferire la cittadinanza onoraria a tutti i minori/le minori stranieri/e residenti nel Comune, nati in Italia da genitori stranieri regolarmente soggiornanti o nati all’estero, che abbiano completato almeno un ciclo scolastico o un percorso di formazione professionale in Istituti appartenenti al sistema educativo di istruzione e di formazione italiano.
LGBTQIA+
P.I.C.O.: Protocollo d’intesa per la definizione di azioni, strategie d’intervento e di contrasto all’omo-lesbo-transfobia: ripristinare e rendere operativo il tavolo coordinato dal Comune, dotandolo delle risorse economiche necessarie per una programmazione a breve, medio e lungo termine.
• Istituire la carriera Alias a tutela del diritto all’identità di genere dei/delle dipendenti comunali e di collaboratori/collaboratrici assunti con altre forme contrattuali (stage, servizio civile…).
• Prevedere la trascrizione degli atti di nascita delle famiglie omogenitoriali per consentire il riconoscimento della bigenitorialità in relazione a tutti i Servizi Pubblici del territorio Comunale.

RIFUGIATI
Implementazione del SAI, Sistema Accoglienza Integrazione, per chi gode di protezione internazionale e per i rifugiati.

CARCERE
• Indire un bando di presentazione delle candidature per nominare un Garante dei diritti delle persone private della libertà personale.
• Finanziare e promuovere attività formative, culturali, di socializzazione e ricreazione propedeutiche al reinserimento sociale e lavorativo (colloqui in istituto, analisi delle competenze, orientamento, matching con le aziende, borse-lavoro).
• Attivare uno sportello interno alla Casa Circondariale per il rilascio dei documenti (residenza, codice fiscale, posizione previdenziale, iscrizione al Centro per l’impiego, disoccupazione, permesso di soggiorno per gli stranieri) necessari all’attuazione delle misure alternative che rendono possibile scontare la pena fuori dal carcere, dando un importante segnale di cittadinanza ed evitandone il sovraffollamento.

SENZA FISSA DIMORA
• Basandosi sulle segnalazioni dei servizi sociali, iscrivere nelle liste degli assistiti ASL e dare la possibilità di scegliere il medico di medicina generale ai cittadini italiani senza fissa dimora e ai residenti in paesi diversi dall’Italia privi di assistenza sanitaria (Legge Regionale 29 luglio 2021, n. 10).
• Sostenere integralmente (tramite Fondo Sociale Europeo) i costi del trasporto pubblico locale per le persone senza fissa dimora, sempre basandosi su segnalazioni e valutazione dei servizi sociali, come deliberato dalla Regione Emilia-Romagna.

QUALITÀ DELLA VITA
Difendere e rivitalizzare le strutture e le forme di cooperazione sociale che tradizionalmente hanno garantito e garantiscono la qualità della vita delle persone: orti sociali, fontane pubbliche, biblioteche, musei, verde pubblico. Promuovere gli scambi non commerciali, sia relativi a tempo e competenze (banche del tempo formali e informali), sia relativi ai beni (prestito, scambio, mercatini del riuso).

ABITARE
• Vedi PIANO CASA al punto 5 del Programma.

SPAZI PER LA DEMOCRAZIA E LA PROSSIMITÀ
• Vedi punto 2 del Programma.