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La Comune di Ferrara | Femminile, Plurale, Partecipata

Tag: Ferrara Today

Smog e stop alle auto, ‘La Comune’ attacca: “Nessuna risposta sui controlli”

Intanto tra dicembre e gennaio sono scattate oltre dieci giornate di allerta aria

Inquinamento atmosferico, restrizioni e controlli. ‘La Comune’, lo scorso ottobre, ha presentato un’interrogazione sulla qualità dell’aria, in applicazione delle ordinanze Pair al sindaco, al presidente della Giunta e all’assessora alle Politiche sociali in cui si evidenziava, attraverso le rilevazioni sulla qualità dell’aria, “una situazione complessivamente problematica – ha precisato ‘La Comune’ -, con livelli di inquinanti atmosferici che superavano in maniera significativa i limiti previsti dalla normativa. In particolare i dati mostrano uno sforamento di 98 giornate e una qualità dell’aria mediocre o scadente”.

“Considerato che in città continuano a ripetersi sforamenti dei limiti dei principali inquinanti dell’aria e che è fondamentale che ci siano controlli efficaci, abbiamo chiesto quanti controlli e quante sanzioni sono state emesse e quanto è stato incassato, per l’attuazione delle ordinanze Pair relative al 2023 e al 2024 – ha dichiarato ‘La Comune’ -, e se l’assessora ritiene il numero di controlli e sanzioni congruo rispetto al numero di autovetture circolanti”.

“A febbraio 2026, sono trascorsi oltre 3 mesi senza che l’Amministrazione abbia risposto all’interrogazione – asserisce -. Ciò avviene in aperta violazione del regolamento, che impone un termine di 30 giorni, e nonostante i numerosi solleciti inviati”.

Il resoconto
“In base ai bollettini emessi da Arpae e alle ordinanze comunali fino gennaio 2026, si possono contare complessivamente circa 11-13 giornate di allerta smog effettiva, concentrate principalmente nel mese di gennaio 2026. A dicembre 2025 è stato registrato un primo episodio di allerta terminato il 9. Le misure sono state sospese dal 10 per un miglioramento della qualità dell’aria”.

“A gennaio le misure sono rientrate in vigore da martedì 13 e sono state prorogate fino a lunedì 19 per 7 giorni consecutivi. Una nuova allerta è scattata giovedì 22 ed è rimasta attiva fino a venerdì 23. Le restrizioni sono state revocate sabato 24”.

 

Grattacielo inagibile, ‘La Comune’ attacca: “L’amministrazione chiarisca le sue responsabilità”

Chiesto un pronunciamento formale. Anna Zonari: “Non può essere solo una questione tra privati”

A seguito degli eventi recenti che hanno riguardato il Grattacielo, dall’incendio all’evacuazione, dall’allestimento del Palapalestre per accogliere gli sfollati al loro ricollocamento, resta in sospeso la questione dell’inagibilità dell’edificio.

‘La Comune’ di Ferrara chiede all’Amministrazione comunale “di chiarire formalmente se la situazione determinata dalle ordinanze di inagibilità del Grattacielo e le conseguenze che ne sono derivate configurino una responsabilità pubblica in capo al Comune oppure una questione di natura privatistica”.

“La nostra richiesta nasce da una evidente contraddizione istituzionale che non può più essere ignorata – specifica ‘La Comune’ -. Da un lato, infatti, l’Amministrazione comunale ha più volte dichiarato, anche in sede consiliare, che la vicenda sarebbe riconducibile a rapporti tra privati e che, proprio per questo, non sarebbe necessario attivare misure straordinarie di competenza comunale”.

Dall’altro lato, il Prefetto ha ritenuto necessario convocare per giovedì 4 un ‘Tavolo tecnico di coordinamento – Interventi di supporto socio-economico a favore dei nuclei familiari sfollati dall’edificio Grattacielo’, con l’invito alla partecipazione di una pluralità di soggetti istituzionali e sociali.

Pertanto, ‘La Comune’ chiarisce: “Considero molto positivamente l’iniziativa del Prefetto perché ha assunto un ruolo di coordinamento indispensabile di fronte a una situazione complessa e che richiede risposte integrate. La convocazione di un Tavolo interistituzionale di questa ampiezza non è un atto neutro: è il riconoscimento che la situazione ha assunto una dimensione pubblica e necessita di un intervento coordinato tra più livelli”.

 

Grattacielo, ‘La Comune’: “Ora la situazione è di emergenza pubblica, il sindaco intervenga”

Dopo lo sgombero totale delle torri, gli sfollati sono circa 500: le parole della consigliera Zonari

Sull’evacuazione – totale – del Grattacielo torna a interessarsi anche il mondo politico. Soprattutto quello dell’opposizione, con ‘La Comune’ che evidenzia ancora una volta il grado di emergenza della situazione e rivolge una riflessione al sindaco Fabbri: “Di fronte a numeri e conseguenze di questa portata (si parla di circa 500 sfollati, ndr) – fa presente Anna Zonari -, è inevitabile interrogarsi su come una città governa una situazione che non è più individuale, ma che investe direttamente profili di ordine pubblico, sociale e sanitario”.

“In questi giorni l’amministrazione ha diffuso una narrazione secondo cui quella del Grattacielo sarebbe una vicenda esclusivamente privata – prosegue ‘La Comune’ -: il Comune avrebbe fatto il suo dovere e ora tutto ricadrebbe sui proprietari e sui residenti, dal momento che l’inagibilità sarebbe conseguenza di inadempienze note da anni e che avrebbero potuto essere affrontate per tempo. È vero che le cause dell’inagibilità derivano da inadempienze private. Ma è altrettanto vero che questa situazione era nota all’amministrazione da anni e che l’ordinanza più recente è stata emessa a seguito di un verbale dei vigili del fuoco che riprende prescrizioni già trasmesse a Sindaco e Prefetto due anni fa”.

L’emergenza sfollati
Zonari, comunque, torna sul tema degli sfollati. “Dal momento in cui il sindaco interviene con ordinanze per ragioni di sicurezza pubblica e impone alle persone di lasciare la propria casa – viene specificato -, la questione cessa di essere privata e diventa una responsabilità pubblica. Questo non è un giudizio politico: è quanto prevede il Testo Unico degli Enti Locali. L’articolo 54 attribuisce al sindaco, quando interviene per tutelare l’incolumità pubblica e la sicurezza, non solo il potere di adottare provvedimenti urgenti, ma anche la responsabilità di governarne le conseguenze, proprio perché quegli atti incidono direttamente sulla vita delle persone”.

L’elenco delle azioni
Sempre secondo quanto dichiarato dal gruppo di opposizione, “governare una situazione di questo tipo significa, ad esempio, sapere quante persone sono coinvolte e in quali condizioni, coordinare i servizi sociali e abitativi per evitare che qualcuno resti senza un tetto, prevedere soluzioni transitorie per chi non ha alternative immediate, mantenere un presidio istituzionale e un’interlocuzione costante con le autorità competenti, a partire dalla Prefettura e, infine, prevenire che una crisi abitativa si trasformi in un problema di ordine pubblico e di grave disagio sociale”.

Dai costi effettivi all’indotto, fino al parco: i dubbi del ‘La Comune’ sul concerto di Vasco

Il gruppo ha sollevato perplessità sulla gestione dei fondi pubblici da parte dell’amministrazione

Scoppia la polemica sulla gestione dei fondi pubblici. In particolare, è il gruppo consiliare ‘La Comune’ ha intervenire sulla variazione di bilancio approvata in Consiglio: “E’ la conferma di una linea politica che non condividiamo – viene commentato -: scarsa trasparenza, scelte sbilanciate e priorità che non rispondono ai bisogni della città”.

Per il gruppo capitanato da Anna Zonari, “la questione più rilevante emersa in Consiglio riguarda l’anticipazione di 1,2 milioni di euro al Teatro comunale per i due concerti di Vasco Rossi: quasi metà dell’intero avanzo libero dell’Ente. Una scelta che sottrae risorse a settori cruciali come welfare, servizi educativi – che registrano un taglio di oltre 300mila euro – e politiche abitative. Non contestiamo la legittimità statutaria dell’operazione, ma il metodo con cui è stata condotta e la sua sostenibilità organizzativa ed economica”.

Sempre secondo ‘La Comune’, “la Fondazione Teatro Comunale, con un budget di 4,8 milioni, si troverebbe infatti a sostenere una spesa straordinaria pari da sola a un quarto del proprio bilancio – si prosegue -. È un problema diffuso tra gli enti locali, dove la forma giuridica delle fondazioni culturali è stata spesso utilizzata per la sua maggiore ‘flessibilità’ – meno vincoli su personale, appalti e gestione”.

Da qui, una domanda: “È necessario chiedersi se la Fondazione disponga delle strutture, delle competenze e degli strumenti necessari per gestire operazioni di tale portata, senza rischiare confusione nei bilanci e senza compromettere la chiara distinzione tra attività ordinarie (lirica, prosa, danza, musica) ed eventi straordinari (come i concerti di Vasco Rossi) – incalza Zonari -. Abbiamo chiesto quale dovrebbe essere la spesa complessiva per i due concerti e se esistessero previsioni o stime finanziarie: non è stato fornito alcun elemento. E questo è il punto. In Consiglio non è arrivato nessun documento sugli accordi con gli organizzatori, nessuna stima dei costi e dei ricavi, nessuna chiara ripartizione tra Fondazione e promoter”.

Ma c’è di più. Perché Zonari fa poi un parallelismo con un evento molto simile: “A titolo di confronto – viene evidenziato -, in occasione del concerto di Vasco Rossi ‘Modena Park 2017’ il Comune di Modena ottenne garanzie fideiussorie e rimborsi spese forfettari sui biglietti venduti. La convenzione non prevedeva contributi economici da parte dell’Amministrazione. Un modello contrattuale che tutela l’interesse pubblico e che l’amministrazione di Ferrara dovrebbe replicare. Perché ciò che è stato possibile altrove non può esserlo anche qui? Su questo non è arrivata alcuna risposta”.

Ugualmente “poco convincenti” vengono poi definite “le riflessioni sull’impatto economico per Ferrara. In Commissione l’assessore, citando lo studio relativo al concerto di Springsteen, ha parlato di 11 milioni di indotto per la città. Lo studio in realtà indica 10,3 milioni, dei quali 4,4 milioni sono costi di trasporto – auto, aereo, treno, bus – che non producono alcun beneficio diretto per Ferrara – conclude ‘La Comune’ – Anche molte delle spese di soggiorno sarebbero avvenute fuori Ferrara. L’impatto sul territorio, stimato dallo studio, non supererebbe dunque i 5 milioni. Infine, pur sostenendo la realizzazione dei concerti, ribadiamo la nostra contrarietà all’utilizzo del Parco Bassani”.

 

Daspo ai senzatetto in centro, Zonari (La Comune): “Serve politica seria, non slogan”

La capogruppo di opposizione si rivolge al sindaco Fabbri dopo l’episodio di piazza Gobetti

Otto Daspo a nomadi in piazza Gobetti, scatta la polemica. Dopo la notizia – riportata dal sindaco Alan Fabbri – circa l’allontanamento (con sanzione) di otto senzatetto trovati ad ‘accamparsi’ nel centro storico di Ferrara, arriva la replica di Anna Zonari, capogruppo de La Comune.

“Ancora una volta – commenta Zonari riferendosi appunto alla situazione di piazza Gobetti -, invece di affrontare il tema della marginalità con strumenti adeguati, si scelgono toni securitari e slogan contro ‘nomadi’ e ‘bivaccatori’, come se i problemi complessi potessero essere cancellati a colpi di Daspo. Come La Comune abbiamo posto da mesi all’amministrazione domande concrete su accoglienza, presa in carico, servizi per le persone senza fissa dimora, e abbiamo trovato un muro”.

Poi la sottolineatura. “Il contrasto alla povertà non si fa con i blitz, ma con politiche sociali degne di questo nome – viene aggiunto -. Nessuno chiede di “trasformare Ferrara in un centro di accoglienza”, come sostiene il sindaco: chiediamo semplicemente che la città rispetti la legge, la dignità delle persone e il buonsenso amministrativo. Ricordiamo infatti che i Comuni hanno l’obbligo di attivare i servizi sociali quando vengono individuati nuclei vulnerabili o persone in condizioni di fragilità, anche se non ci sono minori. Scegliere deliberatamente di non farlo significa scaricare i problemi sulla strada invece che affrontarli”.

La stessa capogruppo ripete poi lo slogan lanciato dallo stesso primo cittadino per annunciare i Daspo, ovvero “Ferrara non è un paese per nomadi”. “Noi continuiamo a pensare che Ferrara debba essere una città giusta, accogliente, capace di distinguere tra sicurezza e propaganda, tra decoro e diritti fondamentali – incalza Zonari -. La povertà non si elimina con un hashtag. Si affronta con politiche serie: prevenzione, alloggi temporanei, mediazione sociale, lavoro di strada, potenziamento dei servizi e collaborazione con il terzo settore”.

 

Dal boicottaggio alle sanzioni a Israele, La Comune chiede di aderire alle campagne

Il gruppo consiliare di opposizione: “A sostegno della pace e della legalità internazionale”

a drammatica situazione internazionale in Medio Oriente è al centro di un intervento del gruppo consiliare La Comune di Ferrara, accompagnato dalla considerazione che “opporsi ai crimini contro l’umanità, all’apartheid e a ogni forma di genocidio costituisce un principio etico e giuridico universale”.

Uno scenario, in relazione al quale “anche in una fase di negoziato è fondamentale che le istituzioni, incluse quelle locali, orientino le proprie scelte economiche e di approvvigionamento – ha rimarcato la consigliera Anna Zonari – verso modelli coerenti con la promozione della pace e della giustizia, evitando rapporti che possano sostenere economie genocidiarie o violazioni dei diritti fondamentali”.

Da qui a una serie di richieste al sindaco e alla Giunta comunale “ad aderire, nei limiti delle proprie competenze, alle campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni promosse a livello internazionale nei confronti di Israele e delle imprese coinvolte nel mantenimento dell’occupazione, dell’apartheid e nella violazione del diritto internazionale”.

La Comune ha chiesto anche di “sospendere, ove possibile, l’acquisto di prodotti e servizi di provenienza israeliana o appartenenti ad aziende a capitale israeliano, privilegiando fornitori alternativi nei servizi e nelle forniture gestiti
direttamente dall’Ente”, e di “evitare, laddove esistano alternative equivalenti, l’acquisto di prodotti e servizi di aziende multinazionali che intrattengano rapporti economici significativi con il Governo o con le forze armate israeliane, in particolare nei settori tecnologici, energetici e farmaceutici”.

Fra le richieste all’Amministrazione, anche quella di “sollecitare le società partecipate o controllate dal Comune — incluse le farmacie comunali — ad adottare politiche di approvvigionamento e disinvestimento etico, evitando, ove possibile, l’acquisto e la vendita di prodotti provenienti da Israele o da aziende che traggano profitto
dall’occupazione o dal complesso militare-industriale israeliano”.

Spazio, infine, alla richiesta di “promuovere la diffusione di informazioni e campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e alle realtà economiche locali, in collaborazione con associazioni, sindacati e organizzazioni per i
diritti umani, a sostegno della pace, della legalità internazionale e del diritto del popolo palestinese
all’autodeterminazione”.

 

Controllo di vicinato, La Comune interroga l’Amministrazione sullo stato del progetto

Il gruppo consiliare: “Il rischio è che rimanga una ‘cornice formale’ senza reale attuazione”

Il progetto legato al controllo di vicinato è al centro di un’interrogazione da parte del gruppo consiliare ‘La Comune’, che ha premesso come esso sia un’iniziativa finalizzata a “promuovere la sicurezza urbana attraverso la collaborazione attiva dei cittadini”.

Il gruppo di opposizione ha aggiunto che “nelle intenzioni, si configura come un sistema di prevenzione basato su tre principi fondamentali: la ricostruzione delle relazioni di fiducia e di coesione sociale; la formazione dei cittadini per ridurre vulnerabilità ambientali e comportamentali; la capacità di segnalare in modo qualificato ed efficace alle autorità competenti. A distanza di anni, tuttavia, non risulta chiaro quale sia lo stato effettivo di attuazione del progetto e se i gruppi di vicinato previsti siano realmente operativi”.

Una premessa, accompagnata dalla considerazione che “il buon esito di progetti come il ‘Controllo di vicinato’ dipende non solo dalla disponibilità dei cittadini e dal coordinamento con le Forze dell’Ordine, ma anche dalla presenza di adeguati processi di facilitazione. La facilitazione, infatti, svolge un ruolo cruciale nel creare spazi di dialogo e fiducia tra i residenti, nel supportare la nascita e la coesione dei gruppi, nel mediare eventuali conflitti e nel garantire chiarezza procedurale”.

In relazione alla facilitazione, per ‘La Comune’, “essa consente di mantenere viva la partecipazione, di favorire la formazione dei cittadini e di sostenere un rapporto costruttivo e trasparente con le istituzioni. Senza un accompagnamento di questo tipo, il rischio è che il progetto rimanga una ‘cornice formale’ senza reale attuazione, o che degeneri in pratiche di sorveglianza impropria, con conseguenze negative per la comunità”.

Da qui alle richieste rivolte a sindaco e assessore competente per sapere “lo stato attuale del progetto”, in “quali quartieri, frazioni o aree del territorio comunale siano operativi gruppi di controllo di vicinato”, e se “le procedure attuate coincidono con quelle previste nella sezione ‘Come aderire'”, presente sul sito web del progetto.

Ulteriori richieste riguardano “quali budget annuali o stanziamenti sono previsti o già impegnati per facilitare questi progetti di partecipazione”, se “esiste un sistema di monitoraggio interno che consente di valutare l’efficacia del progetto (per esempio numero di segnalazioni ricevute, riduzione di reati nelle zone in cui è attivo, grado di gradimento da parte dei cittadini)”.

 

Dalle polemiche su Bruce al concerto di Vasco: “Scelte impopolari? Ok, ma vanno spiegate”

Zonari (La Comune) sulla questione del parco urbano: “Contestazione sarebbe inappellabile”

Che il concerto di Vasco al parco urbano avrebbe diviso la città in una sorta di replica dell’effetto Bruce Springsteen – destinata a durare fino alla data dell’evento – era decisamente prevedibile. L’ennesima conferma è arrivata durante la presentazione delle attività svolte dal gruppo consiliare ‘La Comune’ con annessa anticipazione sulle prossime elezioni amministrative: occasione che fra i partecipanti è stata colta per sollecitare la capogruppo Anna Zonari a esporsi in merito.

“Eravamo nei comitati ‘Save the park’ di due anni fa” afferma la presidente del gruppo, a sottolineare come fosse una sostenitrice della prima ora molto precedente all’ultima campagna elettorale: “Abbiamo sempre difeso il parco urbano, che riteniamo debba conservare la vocazione naturalistica per cui è stato costruito. Il problema è il Pug (Piano Urbanistico Generale, ndr) adottato dalla giunta, che, per come è stato pensato, individua il parco urbano come spazio idoneo per ospitare eventi, perché destinato alla ricreatività”.

Dal punto di vista giuridico, dunque, un’eventuale contestazione “risulterebbe inappellabile – spiega Zonari -: l’unica potrebbe essere quella di natura culturale, legata alla tipologia di evento. L’abbiamo visto con Bruce Springsteen: fra il lavoro di montaggio e smontaggio delle impalcature, nonché la rimessa in sesto del parco stesso, alla fine è rimasto inagibile per due mesi, forse tre. Per non parlare dell’impatto ambientale”.

Fra le possibili soluzioni alternative, Zonari individua il Parco Sud: “Se n’era già parlato – prosegue – ma facendo uno studio attento credo si possano trovare anche altre soluzioni. Ciò che scandalizza – conclude, con un riferimento al Ferrara Summer Festival che non dà adito a interpretazioni – non è tanto la decisione di compiere scelte impopolari: ma queste vanno spiegate ed eventualmente ripensate, soprattutto quando i cittadini chiedono conto di disagi documentati e non isolati, arrivando ad essere costretti a raccogliere firme per petizioni. Mi sembra che queste decisioni siano prese sulla base di un turismo che cerca visibilità, ma non va a fondo alle questioni di chi la città la vive tutti i giorni”.

 

La Comune guarda già alle prossime elezioni, Zonari: “Al lavoro per le amministrative”

Da Hera al biometano, il gruppo fa il punto sull’attività portata avanti in Consiglio comunale

Le prossime elezioni amministrative sono ancora lontane, ma qualcosa di certo già c’è: La Comune, presieduta da Anna Zonari, scenderà di nuovo in campo come lista civica, dopo aver appena compiuto un anno nelle vesti di gruppo consiliare. Che a ricandidarsi sia nuovamente la figura di Zonari non è ancora detto, ma ad esser certo, seconda la capogruppo, è che si tratti di “un naturale proseguo dell’attività che stiamo svolgendo in Consiglio comunale”: parla al plurale, perché “il lavoro di quest’anno ha coinvolto una moltitudine di persone, di cittadini, ed è sempre a servizio della collettività”.

Questione Hera
Fra i temi trattati, il più altisonante rievoca il celebre film con Clint Eastwood, ma nulla ha a che vedere con il cinema – per lo meno quello hollywoodiano. ‘Fuga da Alcatraz’ è infatti l’epiteto che il gruppo consiliare ha appioppato alla questione Hera circa la propria battaglia sulla ripubblicizzazione del servizio acqua e rifiuti, e la “periodica fuga dell’amministrazione a qualsiasi nostra richiesta di confronto. Dopo mancati riscontri e disdette di incontri, due giorni fa abbiamo ricevuto un invito alla prossima commissione consiliare – riferisce Zonari – ma sostanzialmente ci verrà presentata una delibera che ha già scelto di proseguire con l’affidamento del servizio ad Hera”.

Urbanistica
Sul tema del pubblico a scapito del privato, “si pensi poi al caso del condominio Garibaldi – prosegue la capogruppo – dove Acer ha venduto la sua parte con il rischio, per il momento fermato, di costruire parcheggi garantendo così il profitto a privati e distruggendo l’area verde”. E se si parla di urbanistica, non poteva mancare una menzione alla questione Feris e a quella “del maxi-parcheggio di Pontelagoscuro: sono solo due dei casi che mi vengono in mente – afferma Zonari – ma in sostanza questo Pug (Piano Urbanistico Generale, ndr) non ci ha soddisfatto per niente, perché per molti versi non ha correlazione con il Pums (Piano Urbano della Mobilità sostenibile, ndr) che è supportato da normative europee e nazionali alle quali dovrebbe aderire”.

Rifiuti e biometano
Circa la questione rifiuti interviene anche Andrea Firrincieli: “I punti di raccolta in città sono in uno stato disastroso – dichiara -: lo so perché tutte le sere vado a camminare per due o tre chilometri e ci faccio caso. Ho l’app ‘Il Rifiutologo’ e puntualmente segnalo quando qualcosa non va, ma dall’inizio dell’anno avrò fatto più di 200 segnalazioni”. Molto caro al gruppo consiliare anche il tema delle centrali di biometano, sulla costruzione delle quali “manca una pianificazione – illustra Zonari – e se manca una pianificazione, vuol dire che non esiste nemmeno una valutazione capace di definirne gli impatti”.

Vicinanza ai cittadini
“Siamo consapevoli che in tanti sono ormai disillusi dalla politica – afferma Silvia Trombetta, membro attivo del gruppo – da promesse che non vengono mai mantenute, e cose di questo genere. Ma il nostro obiettivo, con la prossima ricandidatura, è proprio questo: riavvicinare le persone alla politica dimostrando che è ancora possibile utilizzarla come strumento permeabile di scambio tra carica istituzionale e ascolto reale dei cittadini. Magari con un approccio civile, e non muscolare”.

 

“Condizionatori portatili negli spazi comuni” della casa per anziani, Zonari chiede lumi

Il Gruppo consiliare di opposizione ha presentato un’interrogazione sul tema di attualità

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Clima e benessere termico sono al centro di un’interrogazione del Gruppo consiliare La Comune, che si è rivolta all’Amministrazione. A destare preoccupazione, la circostanza che “nei giorni scorsi le temperature a Ferrara hanno raggiunto i 37–38 gradi centigradi” e che “le ondate di calore rappresentano un fattore di rischio grave per persone affette da patologie cardiovascolari, neurologiche, respiratorie, renali e metaboliche, oltre che per gli anziani fragili e i soggetti in terapia farmacologica cronica”.

Il Gruppo consiliare di opposizione ha riferito che “la Casa Residenza per anziani ‘Ripagrande’ ubicata in via Ripagrande 5 a Ferrara, è una struttura di proprietà di Asp Ferrara, affidata in gestione alla cooperativa Cidas” e che “alcuni familiari di persone ricoverate nella struttura ci hanno contattato per esprimere disagio e preoccupazione in merito alle condizioni ambientali e alla tutela della salute degli anziani ospitati, segnalando in particolare il ricorso a condizionatori portatili collocati esclusivamente negli spazi comuni e il persistere di temperature non adeguate all’interno delle stanze private”.

Da qui alle domande rivolte a sindaco e assessora competente per sapere “se l’Amministrazione comunale, Asp e Ausl Ferrara abbiano verificato il rispetto delle linee guida regionali in materia di benessere termico – che indicano un range ottimale di temperatura compreso tra 24 e 26 grado centigradi – e se siano disponibili rilevazioni puntuali delle temperature interne nei diversi ambienti della struttura durante i periodi di emergenza climatica”.

La presidente del La Comune Anna Zonari ha chiesto inoltre “quali siano, in base al capitolato d’appalto o agli atti di affidamento, gli obblighi contrattuali in capo al gestore Cidas relativamente alla gestione del comfort termico e alla prevenzione dei rischi legati alle ondate di calore”. Spazio, infine, alla domanda “se l’Amministrazione intenda attivare o sollecitare presso Asp interventi strutturali o gestionali finalizzati a garantire condizioni di sicurezza climatica per gli ospiti della struttura, anche in previsione delle ulteriori ondate di calore attese nelle prossime settimane estive e negli anni a venire”.

 

Abbattimento alberi, La Comune chiede lumi: “Dove sono le perizie? E la prevenzione?”

Il gruppo consiliare di Anna Zonari ha posto alcune domande all’amministrazione: i dettagli
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Abbattimento di alberi in città. E La Comune chiede spiegazioni. Il gruppo, con in testa l’ex candidata a sindaco Anna Zonari, ha infatti posto quattro domande all’amministrazione circa la rimozione – nello specifico – di 20 esemplari lungo Rampari di San Rocco: essenze a rischio caduta.

“L’entità e la dimensione degli alberi coinvolti, alcuni con un diametro di quasi 60 centimetri, rendono indispensabile una chiarificazione dettagliata – fanno presente da La Comune -. Quali perizie tecniche giustificano l’intervento? Sono stati messi in atto interventi di cura e prevenzione negli ultimi anni? Sono state valutate alternative all’abbattimento? Soprattutto: che idea di città abbiamo, se non interveniamo per tempo su 20 alberi maturi in un’area storica e strategica, in piena crisi climatica?”.

Poi l’attacco politico: “L’abbattimento di questi grandi alberi – si legge nel documento -, unito ad interventi urbanisticamente discutibili come la piazza dei Rampari di San Paolo, evidenzia una preoccupante mancanza di una visione d’insieme e di capacità nella gestione di questa complessità ambientale, vegetale e patrimoniale della nostra città. È tempo che l’amministrazione riconosca il valore inestimabile del nostro patrimonio verde e adotti un approccio che metta al centro la partecipazione dei cittadini e degli esperti nella pianificazione e nelle decisioni che riguardano il futuro della nostra Ferrara”.

 

Aggressione all’Arginone, La Comune: “Prodotto di un sistema carcerario violento”

Il Gruppo: “Siano accertate tutte le responsabilità di questo trasferimento inappropriato”
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Una donna transgender stuprata. Non è un fatto isolato, è una responsabilità politica”. A rimarcare che “quanto accaduto nel carcere di Ferrara è di una gravità inaudita” è il Gruppo consiliare La Comune, aggiungendo che “una donna transgender, già vittima di minacce e molestie, è stata trasferita in una struttura maschile nonostante le sue ripetute richieste di protezione. Lì è stata attirata con l’inganno e violentata da quattro detenuti”.

Per il Gruppo consiliare “questo non è un fatto di cronaca nera: è il prodotto di un sistema carcerario violento, discriminatorio e inadeguato, che continua a ignorare i diritti fondamentali delle persone Lgbtqia+, in particolare delle persone transgender detenute. E’ impossibile restare in silenzio davanti a tanta violenza. Questa donna è stata tradita da tutte le istituzioni che avrebbero dovuto tutelarla”.

Da qui alla considerazione che “il suo trasferimento in un carcere maschile, nonostante l’evidente rischio, è un fallimento grave della catena di responsabilità che va dal ministero della Giustizia fino alla direzione locale della struttura carceraria. Non si tratta di un episodio isolato. In tutta Italia, le persone transgender recluse vivono in condizioni di rischio estremo, spesso invisibili agli occhi della politica e delle amministrazioni. Serve subito un cambio di rotta”.

La Comune ha chiesto che “siano accertate tutte le responsabilità di questo trasferimento inappropriato e delle mancate misure di protezione; che vengano adottati protocolli chiari e vincolanti per la tutela delle persone transgender negli istituti di pena; che anche nella nostra regione si prevedano sezioni protette, risorse adeguate e formazione specifica del personale penitenziario; che le istituzioni locali, a partire dal Comune di Ferrara, si attivino presso il ministero della Giustizia e il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria”.

Il messaggio conclusivo è che “il silenzio delle istituzioni è complice. Lo è chi minimizza, chi si gira dall’altra parte, chi considera ‘secondarie’ le garanzie di sicurezza per chi si trova in una condizione di vulnerabilità estrema. Non c’è giustizia senza diritti. Non c’è sicurezza senza dignità. Questo non è solo un caso giudiziario: è una responsabilità politica”.